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Poesia 2 giugno 2009 · lettura 1 min · 3851 letture

Agl'italiani

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Marco Cortese 907 poesie pubblicate
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O figli di Roma arditi mai sazi cingetevi i capi d'alloro dell'invitta vittoria mai spenta, memori d'ardimentose battaglie ove s'amalgamano la vita e la morte, levate al vento la fiera bandiera che di rosso ha il sangue di verde la speranza di bianco la purezza, e al suo sventolare impetuoso nelle rimembranze del passato si ridestino gli antichi sepolcri in ricordo degli eroi mai morti
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L'autore
Marco Cortese

Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido

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Commenti (1)

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Lorenzo Crocetti3 giugno 2009

Penso che questo canto dovrà partecipare, qualora sia emesso un bando, al concorso quale paroliere per un nuovo inno nazionale. Indubbiamente l'autore deve vivere ancora in un'atmosfera ed in una fantasia risorgimentale. Da "fratelli d'italia" siamo passtai a "figli di Roma e invece di "dell'elmo di Scipo si è cinta la testa" passa al'invito, più poetico, di cingersi il capo d'alloro. "Si scopron le tombe, si levano i morti" esclama altro canto, al quale qui fa coro un "si ridestino gli antichi sepolcri." Chiudo così il commento, senza nulla aggiungere.