Castelli di sabbia
Quando saprò fuggire dall'occhio inquieto del giorno liberando piedi senza memoria nel frinire di cicale ubriache
Sono una imprenditrice, mi occupo del commerciale nella mia azienda e questo lavoro mi porta in continuazione a girare il mondo. Ho inziato a scivere alle scuole superiori e ancora oggi scrivere è una delle cose primarie della mia vita. Amo moltissimo anche il teatro e ho il ruolo di direttore artistico ed attrice in una compagnia della mia città. Ho pubblicato 4 libri di poesie ed uno di fiabe. Amo i gatti, ne ho due e tutti gli animali in genere. Sono sposata e ho due figli che adoro. Credo moltissimo nell'amicizia e ho moltissimi amici, veri. Mi piace conoscere persone nuove. Un caro saluto a tutti i componenti di questo sito e un grazie alla redazione. Federica Bernardini
Quando saprò fuggire dall'occhio inquieto del giorno liberando piedi senza memoria nel frinire di cicale ubriache
Si è assopito uno squarcio di cielo sopra un vecchio cappotto nell'ora che sa di mistero e una nuvola
Mia la misura priva di possesso nell'orma senza passi che graffia l'onda opaca sospesa sopra il fremito del mare. Una lu…
Nasco nel momento che inizia la mia morte. Tempo polveroso di nebbia nel cassetto stagnante delle mie
In due su un'altalena storta che non regge il peso degli anni Sul mobile una radio vecchia come il ritmo
Dipanami involucro di silenzio fili mesti di colore della mia miseria. Stilla gocce di assenzio da bottiglie di
Curiosità di vetri offrono sospiri all'alba. Gioco di sensi libero metto a ribasso l'orgasmo delle
Silenzio sui visi scavati dal traguardo del giorno. Sterile polvere di parole mai pronunciate. Occhi ciechi di
Scuro delirio nell'arte di mani delicate scivola lento nel piacere estremo bocca senza vergogna che appaga il
Carezze proibite nell'ebbrezza che assolve l'ansia del tuo respiro. Brivido caldo come vino rosso che inebria la mia
Una tela avvolge la luna nel vento che uccide segreti. Gioca questa notte di brina calpestando
Canto di libertà vento che ignora la foresta freddo di neve e si disperde a valle. La mia casa svanisce dove
Ho superato dune senza fissa dimora protese verso l'urto dell'oceano dentro il silenzio che scava il tempo fra
Cammini piano pellegrino senza avvenire dentro sussulti di giovinezza. Un sole tiepido rincorre spigoli di
Dietro vetri scavati nel tempo la vita si scioglie e stridono uccelli dorati nel profilo del sole Appartengo al
Calpesto strade che disegnano il giorno vivo le stelle luce di parole scolpisco pietre che accusano il dolore spoglio
Il cielo è un fiume in piena che trascina gorghi di nuvole. risucchio di correnti. Chiuse le bocche degli
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