Dualità (L' ultima storpiatura del cuore)
In una sera dai lampi arcobaleno distese le labbra e mi presentò i miei desideri. Fu inevitabile donarle
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
In una sera dai lampi arcobaleno distese le labbra e mi presentò i miei desideri. Fu inevitabile donarle
Ha la pelle tanto liscia da farmi cadere nell'irrinunciabile e mi brilla l'emozione nel petto ne resta una frana in
Se mi congedassi dalla vita camminereste su una landa pulita tanto chiara da insensare il sole. Qualche viso vagamente u…
Sento i nostri baci castrati dal mutismo dei corpi e screpolarsi l'intensità di fronte alla desertificazione dei
Del dolore siamo il guscio e la schiusa s'annida nell'ignoranza. Sulla schiena prole di consapevolezza ma chi ci segue v…
Lei ha lasciato cadere le mie piume su una pianura innevata e le parole hanno arrossato le gote... è Amore.
Se tu capissi che l'avvenenza mi divora l'inibizione potrei sciogliere il tatto e farti mia dai sussurri alle
Profumi d'immaginazione e sento freddo e lupi al posto delle tue braccia che non mi tengono e la mia anima sparsa e il
Il mio sproposito, ormai smunto, avvolge in un moccichino della saliva, e in una tasca bucata lo confina. Solo un passo
Son lontano da te la lunghezza d'uno sbuffo dall'incertezza all'apice del declino. T'insegno a inspirare... ma tu
Una risposta allo sgomento e una carezza alla merda da sottoporre al corteo degli indici facili mentre sfilo
Sul filo dell'occhio letalmente amoroso schiocco le dita per offrirti strabismo; adesso puoi lasciare il mondo. .
I miei occhi in mano sono ancora inutili continuo a ravvisarti... è turpe il cuore che proferisce stizza per poi
L’aureola mi centra si ferma al collo esilia l’ossigeno ignara del mio zombismo s’arrende ora la tengo in
Non mozzo alcun ripiego sono pronto ad ogni spasso il tuo frignare è in concorrenza con un pietismo
Il ciondolar inquietante assapora il cuore raffermo Staticità vestaglia ingiallita ricopre di mansuetudine il
La daga del piacere soffoca lussuriosi gemiti. Il ventre non assapora un desiderio incerto, altalena di
Non esisti in me non resisto in te pagami ora dai estinguiamo un lui no non resisto qui devi darmi un poi non ci sono
Un giorno vuoto colma un desiderio una mano indolente rende vivo l'indegno inutilità visiva soccorre il
In cuor mio solo lei era padrona di pianto e risa, estasi e odio. Ogni alba risorgevo al suo risveglio e con ardite
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.