Grazie
Sei solita ascoltar il silenzio delle ore che fluiscono senza cambiarti di segno, stupida bacchettona, che del mare solo
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi rimane tremendamente difficile parlare e dire, in più mi sembra che dando voce al mio mondo gli faccia un torto, è qualcosa che parte dal silenzio e anche un sussurro può spaventarlo. Altre particolarità sono l’infanzia molto simile a un pugno nello stomaco, l’adolescenza in caduta libera e nella prima età adulta il crollo, la perdita di speranza, la certezza di nulla e che è tutto da capire mi spingono a dubitare di tutti, soprattutto di me stesso; il risultato di questo insieme di cose è la mia linea guida nella vita e nella scrittura, un misto di ironia e tristezza ormai miei.
Sei solita ascoltar il silenzio delle ore che fluiscono senza cambiarti di segno, stupida bacchettona, che del mare solo
Distrattamente persi il conto degli anni dei miei passi, mi ritrovai in bilico su due facce della stessa medaglia, indos…
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