Intervallo
Aveva un fiore scritto nella mano un viso di catene ed un bicchiere di tristezza. Le regalai un cent di nostalgia e
Aveva un fiore scritto nella mano un viso di catene ed un bicchiere di tristezza. Le regalai un cent di nostalgia e
Io so dei tuoi sogni che restano sopra il cuscino la mano a rincorrere il vento le gambe la colla del giorno Io so, la
Sai, a volte sembra che non sia successo non ho perduto l'indirizzo scordato il tuo sorriso dimenticato il solco
Precipitare giù dal buio caldo illuminato da una voce che dice al mondo alla finestra si chiamerà
La pioggia è utile ti impedisce di sorridere le ragnatele si fanno disegni lasciati dai ragni ad acchiappare
Falene della notte farfalle del mattino idee calpestate da scarponi insanguinati si risollevano come giunchi dopo il
L' avevo perso distratto da montagne di cambiali portate in sconto della perfida incoscienza mi ero attardato a guardare
La porta respira il soffio di un dio disperso dentro fogli di giornale e comode rendite di posizione la sagoma appuntita
I ragazzi di spalle hanno zaini pesanti sui piumini di dubbi colorati di sogni invisibili occhi a vederli passare.
il tuo sorriso apparecchiato a pranzo tra il piatto, il coltello e la forchetta accompagnato dalla ruga
- è destino - dice lanciando l'ultima cicca sulla sabbia ardente tra l'ombrellone e il cielo il bagnino dagli
Chiamami Ahmed, oppure Abdul, o Mohammed Alì; per me invece resti uno tutto chiuso lì dentro sguardo sempre
Non è solo la luce a confondere il sonno C’è un senso che non ti appartiene un vuoto dell’anima una triste
Il cielo aveva un suono appiccicoso e la muraglia di algidi diamanti non era sufficiente a trattenere il vento che
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