Luce
Zitti zitti, quatti quatti, non protestiamo mai, storie di matti muti tra i guai, viviamo sconfitti senza dircelo
Mi chiamo Marco Viti, Benocci è il nome di Domenico, il mio nonno che viveva a Montorsaio, è giusto che porti anche il suo cognome, sono molto simile a lui. Mi occupo di musica, antropologia, filosofia, pedagogia, teologia e la poesia è la sintesi di tutte le analisi che svolgo, amo la natura e le antichità, per questo faccio anche la guida, ciao, Marco
Zitti zitti, quatti quatti, non protestiamo mai, storie di matti muti tra i guai, viviamo sconfitti senza dircelo
Io credo ai molti dei: le felci dei pianti millenari e i vecchi giornali con su scritti gli appunti della spesa, le bucc…
Tu avevi stile nell'ucciderti ogni giorno sotto l'ombra di una poesia morente. Tu avevi stile e oscillavi come una
Ricordo gli ulivi, erano d'argento, densi di fringuelli, che smarriti nei campi arati, bruciati dal sole, trovavano
Le nostre città, la convivenza di solitudini diverse, nazioni fabbricate, oscurità organizzate, mistificaz…
Tante donne ho conosciuto, com'in un sogno mai caduto, d'una bellezza che seduce, donne dalle belle chiome, donne belle …
S'affaccia dolcemente una riviera di fiori nella terra emotiva del cuore; antica mano serena, la selva fiorisce di canti…
Canzoni di paesi antichi passano tra i miei occhi; Ombre di memoria tra le verdi terre, dove vuoto di pensieri, al mio p…
I cedri di ottobre sono perle di sole dorato, segni di vita che il leone apre, del cielo, all'ardore del tempo passato. …
Rimembro le antiche fonti, opre terrene dei remoti borghi, è bello il ricordo dove comincia il sogno, che muove g…
Brevi sono i frutti dell'amore, come le foglie d'autunno nel vento, come teneri canti d'uccelli nelle onde del cielo, ch…
Fuor dalle adunanze umane, dentro stillato da un umile seme di sole, cerco un prato dove fiorisca la viva speme; un
La vita solitaria, crisalide di libertà. Ho reso lievi gli affanni nella terra, che allevia il deserto più
Quanti crepuscoli ha la speranza? La consegno a un sentire spaccato, tenue di sorrisi e quasi mai sorpreso, dove la
Bambino sono, tra le erbe vergini, col cuore respirato dalla vita, bambino che parla, perduto, caduta dalla ricca mano, …
Escon le erbe di sole scintillanti nel risuonar dei canti. L'inverno dei venti tra i respiri dei giacinti sfiorì
Trema il tuo vergine seno di meravigia ardente, giorno che nasci ridente e bello nei languidi vezzi delle api sui
L'ignoto strepitio della luna dei vecchi, che meriggiano d'autunni di riposo. Altra terra di ricordi, buia, di lacrime
Nudi, nel liscio mattino, i cedri sfiorati dal sole, nel chiaro striscio di terra, dove i tremuli fiori
Tornerà l'inebriante verso della lodola sui prati e i variopinti muti sogni torneranno
L'uomo è il sangue amaro della terra, nel mondo agglutinato del suo fato di petrolio, l'incastro di un'anima
benvenuti a Istambul, invasori di cuori stanchi, benvenuti nel porto delle perle abbandonate. gli occhi tristi di
Quanti crepuscoli ha la speranza? La consegno a un sentire spaccato, tenue di sorrisi e quasi mai sorpreso, dove la
è un angolo di nulla questo canto, d'inascoltato silenzio segreto, ogni poesia, eppure tu componi versi e non
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