Muti di calore
E resta un vento d'amore a sfiorire le veglie del perdono, dove l'abitudine del silenzio slabbra la voglia
Scrivere... scrivere... scrivere della mia vita, del mio flusso di emozioni, di sguardi e orizzonti..
E resta un vento d'amore a sfiorire le veglie del perdono, dove l'abitudine del silenzio slabbra la voglia
Dove l'assenza ansima un aspro divenire gli origami d'altrove limitano legami d'amore e ferita
Disubbidisce l'amore ai nomi d'assenza, smaschera l'insensato sfiorire e analfabeti d'essere tacitamente ci
Sulla pelle dentro l'anima colgo voci abbandonate e oltre l'amore piove il senso di tornare...
Così inerme, così sacra l'ansia che ci chiama di ieri, tra le mani echeggiano i singhiozzi d'amore e
Mi trovi sola a frugare il respiro senza orme, nello stanco rumore dei pensieri si raggomitolano le cieche mani e la
A forza di essere vento i petali di pelle disseminano le nenie d'amore, un passo indietro a ricamare movenze
Un fragore d'armonica accarezza i frammentati sensi, l'attesa d'amore vela crisalidi d'anima e nevica l'altrove su
Sulle soglie d'essere trascini l'eco di me, s'aggrovigliano i filamenti d'amore sulle croste d'anima e un vagare di
Sulle tue labbra si dischiudono danze di luce, un silenzio d'aria ricama capriole d'amore e un velo
Aspettando il grido del vento che dissemina vacue nudità, una muta preghiera disarma le tradite mani e lo
Si raccolgono striature d'eros su ventagli di pelle, occhi di luce nevicano vespri d'intimità e petali di
Trascinata da un'afona anima smarrisco libellule di nudità, carezze d'alba si disperdono nel ferito
Tracce di luce disseminano voluttà d'eros, inscrivi l'afono amplesso oltre i ricami di vento e traspare un
Scemano filature d'amplesso, cristalli di pelle graffiano la nudità d'aria e il vento d'addio musica walzer
Alludi di malinconia sfregiata alle svestite grida di neve, strofe d'altrove albeggiano su sparsi ricordi e un amore
Scalza di te dipano croci di possesso, musicando comete d'alcova aspiro la memoria d'ombre e trasale l'assenzio
Rifiatano gli echi di me nel crepitare d'alba che lacrima una nudità stonata e le mani d'aria gemono
Intrecciando trasparenze d'amore sospiro scarlatte ferite di te, elegie di voragine volteggiano sui corpi senza
Adagio il mio vuoto respiro su questo arido altare d'amore, lacrimo il grembo dissacrato e le tue parole orfane di
Le disabitate fessure del tuo oscurato sguardo lacrimano il sacro volere del disarmonico vento d'addio, e il
Lambisci la notte incomposta e svendi la verginità sopita del mio offeso respiro, trafugamento
Mi dissemino nel vento arrotolato del tuo respiro informe su di me, voci assenti scolpiscono questa notte
Resterò tra i respiri di questa pelle indomita, camminerò sul tuo corpo disabitato, nelle fessure della
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