Myself
Sfogliare a due mani pagine di ghisa lemosine e incertezze mie note d'illusione presupposti stipati abbracciano
Sfogliare a due mani pagine di ghisa lemosine e incertezze mie note d'illusione presupposti stipati abbracciano
Sulla buona strada che mi dà fiducia della disfatta ormai solo le ceneri guardo la lingua del mare che mi
L'allungo della notte un velluto stretto nelle spalle in queste prime ore involontariamente la Gorgona si
Le spalle d'una giacca troppo grande sono larghe e scese le maniche lunghe fino alle mie dita mi piace indossare i
Baratto il mio coraggio per le tue labbra brune che hanno baciato mille bocche e mille suoli baratto i miei sogni
In bocca un'oliva sulla testa un cappello di paglia camminava alternando uno sputo a un grugnito ogni tanto fermava il
Nel sottoscala infestato dalle vipere dorme imbranato un giovane topino sarà cavia scappata dal laboratorio ha
Alta sui tacchi una cascata di riccioli per te questo vestito rosso lo spacco deciso nonostante la pioggia apri la
Nel cadere rovinoso alla radura il sasso si sgretola la faccia perde peso si sbreccia si consuma resta soltanto
Un filo d'imbarazzo e ho pronunciato il tuo nome come se non mi riuscisse per la pena d'aver vissuto tanto tempo
Spendo le mie monete con l'idea burlona che dispensa saluti quelle conservate per i tempi migliori che ora sento divenir
Non ci si stanca mai della vita quando hai toccato tanta leggerezza baciato sulle labbra come baciare fiori accolto
Ricordati che ho avvelenato le tue notti ho gettato ombra e pioggia sull'incanto dei tramonti e disertato le corse
Al sole d'inverno arancia gonfia e matura da spremere nel pugno con le cinque dita sorridono stormi di allegri
quando sei andato via veramente non ho pianto ti guardavo in quel letto mano nella mano indifeso più bambino
La brezza annuncia di nuovo la marea la mia tempesta giunge sempre all'imbrunire Ogni sera ritorna la voglia di
Un dolore bestiale come un temporale che arriva e non si può fermare metto le mani sugli occhi per non vedere le
Se incollo i tasselli della mia maturità viene fuori il ritratto di me un volto nudo e stanco L’errore è
Ho rubato alla mano d’un bimbo il suo ultimo pezzo di pane e non ho pianto Vago come una barca assente al timone il
Seduta sulla soglia come su palmo di fata ammiro attonita la calma del mare mi piace parlargli e in silenzio
Non vengo a mendicare alla porta pronuncio il mio nome ma non esce voce i miei sogni ho tutti recisi prima che inizino
Tinte accese a raccontare storie personali o d’oppressione povertà comunque corpi straziati e vinti sguardi
Nel tepore del risveglio m’inebria l’antico profumo di lavanda sui cuscini e nel letto dove mi trovo ancora resa al
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