Settecani (verde come la morte)
Nel mio andare, andando dove volgo frenetico sotto un semaforo per quel basso raggio serro le palpebre, nel minuto che
Nel mio andare, andando dove volgo frenetico sotto un semaforo per quel basso raggio serro le palpebre, nel minuto che
Provare mi consuma indifferente l'idea sensibile che nevica all'equatore mi implora di scriverne è un
Rapisco questa sera imperfetta di sete, ruggine e luci languide una calma preziosa che ascoltando oltre i suoni sente
Vorrei bagnare i giorni di novità lastricare i piedi con strade e sogni inesplorati ma ho sorrisi contati e ossa
ho del catrame sfuggevole che vive sotto le unghie e una piccola cimice morta dentro il naso quel bacio
posso scorgere l'indefinito dentro un silenzio e se guardo Ottobre è un folle sempre sazio le mezze
In punta di tacchi mi arrendo all'evidenza ho in tasca la domenica e la notte in cantina innaffio le piante durante
C'è un profumo stantio tra le nuvole da marciapiede violate da piccoli lampioni appesi alle ragnatele sui muri
Sabato di un'estate che non ricordo cani sguaiati e gas monossidi il caldo che suda una cicala sbadiglia in attesa il
A un passo dal vero ho occasione di felicità lontano da soliti cliché fare l’amore per ore la prima dose a
Resto sospeso sul bordo d'un latte macchiato farnetico la realtà e freno sull'acceleratore curo la pigrizia
sentenza è una nuvola in testa che consuma i lacci delle scarpe e morsica gli errori per non
un'altra giornata caotica a fissare la polvere aumentare lo spessore passeggiando tra le ore le unghie pizzicano e nei
c'è una laurea che urla dentro un cassetto, vuole navigare i fiumi o coprire il capo dell'uomo dei
Forse c'è qualcosa di sbagliato dentro un pomeriggio pulito dalle solite nuvole e candide scartoffie, conto gli
Armiamoci di baci per destare qualcuno, il Dio di turno di lenti sentimenti ci ammaliamo, senza orgasmo nei voli
dal ciglio, scorgo futile questo tratto, volto umido, di trasandato aspetto esploro, tra i folti cespugli le
c'è una folla che scalfisce un venerdì qualunque, in equilibrio statico gusto il raro tormento, non
Nuotano a dorso le nuvole, mentre osservo Magritte che illumina le mie pozzanghere le ciglia nere dei
Veduta che macchia la tela la nobile arte non svela nel sole che scivola via ogni sorriso è una bugia Mascara
E' inutile cercare qui il motivo, perché scrivo del muto amore che è vivo. Perdona il mio cuore, con te
Colori strozzati dal buio mi annegano dentro sul bordo del nuovo futuro escono un momento come addobbi
Suona a ritroso il fischio del tempo quando allo specchio c'è un segno bianco come ago riflessivo muove il
Vorrei sentire ovunque sono il tuo fiato al buio Guardarti dormire ed entrare in quei dubbi per scioglierli e
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