Albero della vita
Non chiedermi di fiorire nell'inverno del mio animo trascorso è il tempo per rimirar germogli Non vedrai più frutti
Non chiedermi di fiorire nell'inverno del mio animo trascorso è il tempo per rimirar germogli Non vedrai più frutti
Mi guarda fissa nel vuoto e mi accompagna cantandomi la ninna nanna come quando ero piccolo ma non sa più chi sono Mi
Beltà splendea d'un lampo solerte scendea inerme nell'anima mia Profonda speme riempir il cuore nel batter un
Ti scrutano silenti dagli angoli di un incrocio al passare delle emozioni che non rispettano codici non osservano
Ti ho visto un mattino in un lampo d'ombra balenare alle mie spalle confondendoti tra le luci ingannando i miei
Vidi un bagliore di luce tremante attraversare la fronte d'un povero uomo seduto al mio fianco sopito dal
Sarebbe bello galleggiare sui propri pensieri come flutti che si avvicinano ma non ti raggiungono mai restano in dispart…
Ferma sull'argine del mio animo abbagliata dai miei sbiaditi confini mi osservi placido scorrere senza forma od
Credi d'esser felice d'aver riempito il colmo di poter salire al cielo con un balzo con un soffio . Vedi rondini
Memoria distante d'un libro donatomi dal nulla ridesto ritrovo sospetto all'angolo della vita tra polvere e
Raccontami una curiosità Raccontala a chi come me non ha mai avuto una vita A chi non ha esperienze da suggerire o
Chiedimi se il sole soffoca nel mare se il vento parla alle foglie se l'acqua disinfetta le ferite se il fuoco brucia le
Paesi lontani stanze e porte passate da tempo dividono l'amor dal desiderio il sogno di rinascere l'illusione di
Lo scrosciare della pioggia battente a dirotto s'arrampica sui vetri coprendo i sussulti di fragili bisbigli di un
Quante volte ti ho chiesto di portarmi via con te di sollevare il mio spirito con un dolce sorriso ed un gesto un
Timido riverbero di luce glissata opaco spiraglio di una vita passata Tra guerra ed oblio di un sentimento
Chi sfama il desiderio di un povero eremita accovacciato in stazioni senza conoscerne il nome misurando scale ed
Vidi me stesso vagare triste e solo per lunghi anni assopito dal perdere sempre ogni meta Ho visto me
Rivedo me stesso piccolo all'asilo allacciare scarpette rosse scarlatte con lacci bluastri difficili da annodare
Mi sono finto un misero cero meglio dire un lumino da chiesa mi sono fatto appoggiare su di un piccolo altare ai piedi
Sono solo un piccolo fiore nato sotto un ceppo di pino cresciuto nel freddo mattutino lontano dalla luce e dal
Ridesto rimembro ricordi d'amore passiti su fiumi di lacrime ferme discender tra spuma riflesso cinereo di pietra
Forse fuori piove lo sento dal ticchettio sui vetri dalla tristezza che mi avvolge dal calore che non trovo . Forse
Il buio circonda una ripida scala che scende nascosta con pochi gradini impolverati dal tempo come leggero
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