Perdere il fiato
Una corda stringe piano il fiato al bianco velo che si agita dalla finestra semiaperta Due nuvole nel vento poco a poco
Una corda stringe piano il fiato al bianco velo che si agita dalla finestra semiaperta Due nuvole nel vento poco a poco
Riprendo a sciver versi sola in due corpi distanti Un mare scorre dentro la vita che dà, la vita che
Ingannata verità sepolta agiatamente sotto balle di paglia Poi cucita con cura in uno spaventapasseri e strappata
Fresco profumo di melissa che inebriava di calma l'onorato luogo del sapere al mattino stordito, macchiato e soffocato
Si rifà vivo il maligno, bussa alla sua porta beffardo senza preavviso recidivo senza remore. Una tregua troppo
L'orco misogino dietro scudi virtuali strappò dell'orchidea i petali bianchi che sparsi per terra rimasero
Sorda musica che confonde cervelli in serie senza senso tutti simili e mediocri Si palesa l'ovvio in presenze
Orbite celestiali che si spengono, Respiri affannosi che s'inseguono, Fragili ossa che si fanno di pietra, Livide labbra
Ancora una volta mordo l'unghia del piccolo Il fegato strizza e impazza per smanie di falso potere e cocciuta
Lavoro che avvilisce, Lavoro che abbruttisce, Un vortice confuso che trascina nella desolazione d'uno scorcio
Alti come nani che martellano
Un'esse curva di labbra tremolanti, un ovale storto di labbra spalancate parole che escon fuori sommesse, parole che cac…
Forma ch'acceca il senno Forma che imbriglia la sostanza Inutili fronzoli e poveri orpelli che di sole apparenze
Ritorno a soffiar leggera, libera da gravi fardelli di polveri e ciottoli remoti, che misti ad acqua e vento vengon
Corpi eccitati che si mettono a nudo Lingue di serpenti che s'intrecciano Mani che scorrono tra turgidi seni Piedi caldi
Finalmente scorgo i colori Non più vetri scuri di vetture sconosciute che strisciano sul grigio Non più
Succube d'una forza sovrumana mi muovo bendata verso un'unica direzione, lastricata di trappole sibilline che truccate
Vuoi donarmi un'isola deserta ma quella zolla solitaria che galleggia per due, sei tu Se mai un naufragio notturno mi
Cosa siamo oggi, più vecchi d'un giorno secondi, minuti e ore che si riproducono incestuosi di sessanta in
Un diafano drappo bianco che solo gli occhi scopre d'un infante errante tra urla e giochi di piccini complici di fervida…
E ancora una volta l'acceso muscolo si contrae al ritmo impulsivo di lesti battiti involontari, nell'attesa d'un
Indelebili macchie nere seminate sul lucido velluto d'una coltre rossa che stesa al sole sta su fragili fili d'erba Di
Alcuna infausta sorpresa, la sola riprova del diniego Ormai esule dal suo cuore, semmai ci sia stata Altra speme non
Una parentesi vitale su una pagina bianca si cancella, fa spazio al vuoto pieno di false speranze e mere illusioni O
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