Canto V (la Grazia)
Carmine Branco
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Mentre assopito stavo,
accucciato in lì
sull'uscio, svegliato fui
da argenteo baglior.
M'apparve Marzia,
divina ancella della Dea.
Alzati, mi disse, con un
gesto soave dellla destra
e col dito indicava innazi,
ma i miei occhi furono
resi lenti dal solare
bagliore di Colei
che l'Amor domina
e ne è Signora.
Alzati, ripetè l'ancella
ch'io pregio per intercedere
presso la diva, che le tue preci son
accolte! Ecco avanzar con sorriso
lieto, Aphrodite, a cui il petto
hai porto!
Numi dell'Olimpo, pensai io,
donatemi agio,
che la mia Signora viene
e, a me par morir,
che cotanta bellezza
mi par miraggio.
All'apparir della Dea,
adorna di Grazie,
io mi chinai e dissi, osai:
Mia Signora,
com è che tu lasci l'epireo
per rivolger a me, mortale,
il tuo verbo?
Odi! disse, per Marzia
a te cara e per la deviozione
che mi porti, qual pochi
del tuo respiro cagion
di favori miei.
Ora Io ti faccio dono
di vedere la tua bella,
Palma, come non mai
natura puote, poiché
nulla in vero ella crea
che io non adoperi
per la felicità di un tal
mortal sospiro.
Vai! segui il sentiero
che Io ti preparo e
non deviar per alcunché
da esso; giungerai al fiume
e ivi è la tua Palma a bearsi
di quelle acque, come la madre
alla luce la diede: Tu guarda
e beati di ciò che vedi,
ma non sillabare leico
parola, che sarò Io la tua
Vittoria ed ella nel cuor
avrà di te passional memoria!
E detto questo mi sorrise,
e mi posò la mano sugli occhi
e sul cuore. Poi tutto tacque
ed ella scomparve e seco lei
portò le ninfe e Marzia,
tanto cara, ed io mi apprestai
a compier il suo comando,
che il cuor d'amor mi battè
forte tanto.
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (3)
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B
Benedetta Cavazza Miciamalvina6 luglio 2009
agile e ben scritta espande i suoni e li ordina come in uno spartito.
M
Marco Cortese6 luglio 2009
Poesia, oserei dire, vellutata come una piuma, che evoca magnificenze classiche anche nello stile ben strutturato. Non mancherò di leggere gli altri canti. Molto gradita.
RaggiodiSole6 luglio 2009
La tela della vita e dell'amore continua a dispiegarsi. Con pennellate sapienti e delicate, tra sogno e realtà scritte con il Cuore e l'Anima, purezza e passione. Semplicemente stupenda!

