La terra arida di morte
Carmine Branco
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Due semi hanno fecondato
la terra, due semi gettati a caso.
Sono sbocciati in rose
di rara bellezza,
curate e vegliiate
da un amoroso giardiniere.
La terra odiò il fattore,
perche malata, non comprese
che la dissodava per il suo bene.
Quando la terra smise
di nutrire le roselline
ancora tenere, il giardiniere
si fece concime,
e le rose crebbero
amando il giardiniere,
più della terra
che divenne invidiosa, inlavorabile,
arida e sterile.
Strappò via le roselline
dal giardiniere, che le aveva coltivate
con amore, ed insegnò loro
l'odio e l'oblìo, affinché
dimenticassero il giardiniere
e lo misconoscessero.
E le tenere rose
credettero alla terra malata
e alla nuova giardiniera,
che le volle per dispetto
dell'amoroso giardiniere,
che chiamò le sue rose
con tutta l'anima,
ma invano e, si lasciò morire
per amor delle sue due rose.
Ed ora è là, quale carogna,
all'intemperie, dimenticato
da Dio e dalle stagioni
e dalle rose inerme.
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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Kiaraluna9 agosto 2009
Pare l'eterna lotta fra verità e menzogna, tra il bene e il male, tra buio e luce. La vita nata per amore viene strappata dall'odio e dall'invidia... povera umanità che non sa vivere senza fare del male. Bellissima metafora per un contenuto profondo ed encomiabile, molto apprezzata anche nella forma.

