Morte a Kandahar
Il sibilo improvviso
ancora ti risuona nelle orecchie
e già dal ventre squartato
vedi incredula sgorgare
il flusso continuo del tuo sangue.
Così si muore? ti domandi e guardi
l'orizzonte velato da ombre di fumo
e la strada rossa di polvere
Così si muore? Allah non farmi morire
Allah non farmi morire
Allah non farmi morire
e nello schermo della mente
un sorriso di bimba
un profumo d'incenso
una mano rugosa
una carezza nella pioggia
un latrato di cane
la tua vita in un attimo
e l'aspro odore della morte
che ti pervade le narici
e il deliquio dei sensi
ti trasporta lentamente
al dolce abbandono.
Non sognavi questo da bimba
e fissando il ruscello vermiglio
che cola sulla terra fra tue gambe
risenti la tua voce di fanciulla
rivolgersi curiosa all'Ulema
cos'è la pace?
dov'è la pace?
vorrei la pace.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
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Antonella Bonaffini10 agosto 2009
e' una poesia molto forte che trasmette magnificamente una riflessione sulla morte che arriva accorata... molto bella.
G
Gabriella Caruso10 agosto 2009
Una poesia che fa commuovere e rabbridire qualunque persona dotata di una normale sensibilità. Ogni verso straripa dolore, incredulità, rabbia, compassione. Veramente bella La conserverò

