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Sociale 27 agosto 2009 · lettura 2 min · 5027 letture

Ad un ex sessantottino

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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Un numero, un simbolo. Era il tuo simbolo quando, stringendoti al corpo l'eskimo maleodorante, accovacciato sui gradini dell'Ateneo occupato, ti lasciavi andare a sogni proibiti avvolti nelle spire dolciastre del tuo spinello. Ancora echeggianti le ultime note di Contessa nei corridoi lerci di rifiuti, una voce dal fondo ripeteva el pueblo unido jamàs serà vencido e ti risvegliavi felice di sentirti libero dalle costrizioni della Società. Il nuovo contro il vecchio. I figli contro i padri. I giovani contro gli adulti. La libertà assoluta e la sensazione di una giovinezza interminabile. Il libero amore. Mettete dei fiori nei vostri cannoni ma un click nella tasca di Piero rivelava l'esistenza di una pistola. Non si muoveva più nulla nella tua mente se non la visione di un poliziotto gocciolante di sangue dalla spalla che implorava con gli occhi molli non sparare ancora, non sparare. Ora che il sogno giace sepolto dalle comodità e dal tuo perbenismo. Ora che ti senti invincibile seduto alla guida del tuo fuoristrada. Ora che disprezzi la gioventù inebetita da cellulari e tivù non hai sentore della tua assoluta sconfitta. Un numero. Solo un numero.
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (3)

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... già..."Non hai sentore della tua assoluta sconfitta./Un numero. Solo, un numero"... Una chiusa che da una vera risposta a tutto il corpo della poesia... Letta lentamente... per ritrovare traccia di tutto quanto ... Riflessioni condivise per una poesia molto apprezzata...

Amara27 agosto 2009

...si... per qualcuno è stato così... non ho vissuto il 68... ma il 76 che tanto gli somgliò... e non tutti hanno dimenticato... in molti è rimasto quel sapore... anche se di fallimenti... ne ho visti molti... bella... mi ha suscitato pensieri...

Azar Rudif28 agosto 2009

... e chi ha vinto? Bella l'esposizione poetica, ma non sono d'accordo. Sia il 68 che il 76 fino al 78 hanno segnato profondi cambiamenti nel pensiero umano e se alcuni atteggiamenti sono sfociati nella violenza ci sarà pur stato un motivo o una ragione nell'economia dei meccanismi storici.