Stupro
I petali sparpagliati sul bordo
del sentiero fangoso.
E li fissi smarrita.
Non era questo il tuo cosmo sognato.
Non era questo l'amore sperato.
Non è ancora dolore fisico
quello che ti pervade.
E' il tormento dilatante
di una speranza dissolta.
E' un cosmo di cristallo
infranto.
E' la crisalide spezzata
di una farfalla.
Un cuore pulsante
al ritmo della paura.
La paura di una vita
senza più illusioni.
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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Rosy Marchettini27 dicembre 2009
Stupro, qualcosa che dilania l'anima, la spezza, la centrifuga ti fa sentire un nulla piena di paura, non più mani sulla testa o il ricordo anche dopo 40 anni torna a quel momento, solo dolcezza infinita... ma anche questo non basta Bella poesia, ma un uomo anche il più sensibile non potrà mai comprendere appieno cosa accade in una donna... in una bimba quando essa viene stuprata Piaciuta ed apprezzata per i dolci versi e la sensibilità che hai dimostrato di avere in te

