Perdono
Mi tolgo la maschera
e scopro il mio carico
di indifferenza.
Come vite mi aggrappo
all'ultimo crepuscolo
tra il giallo e il rosa
dei ricordi sfumati.
Vorrei specchiarmi ancora
nel pozzo ceruleo dei tuoi occhi
e rivivere l'ultima nostra notte.
Sfinito
non so chiudere a brocca le mani
per lavare i segni della colpa.
Ti chiedo perdono
per le mie parole.
Non era amore.
Solo irrefrenabile ansia
di erotismo.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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