Crepuscolo di un vecchio gaudente
Risente le voci e gli accenti
e le musiche da luoghi lontani
braccia abbandonate da corpi
esausti e sottane sgualcite
su morbidi talami cosparsi
di tracce di saliva e umori carnali
alla luce di finestre socchiuse
come occhi sfiniti da languide
battaglie di sensi ora snervati.
La sera d'inverno scende per
chiudere le sue quattro stagioni
sotto una pioggia di foglie
avvizzite e colli di bottiglie
infrante sui muri con rabbia
della sua casa ormai cadente
e volgari fantasie abbrunate
da memorie mancanti e contorte
guidate dal suo ebete sorriso.
E la vita
- prima tavolozza di colori
ora grigia scatola vuota di alluminio -
la vive
con torturante acredine
odiando il tempo inesorabilmente
scorrevole come fontana di vino
mal conservato e appassito in aceto.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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