Oggi, un anno
Commenti (7)
credo che "soave" sia l'aggettivo giusto per descrivere il mio pensiero su questa tua dolce e malinconica poesia che recita benissimo ciò che provi senza iperboli chiassose o paroloni ridondanti.
Anniversario di un giorno molto triste che l'autrice non dimenticherà mai. Versi sentiti, di una profondità inaudita!
Un sussurro lieve come la brezza di fine estate, questi tuoi versi dedicati all'intramontabile amore per tua madre. Commovente e davvero bella, sentita con tutto il cuore.
Molto profonda, detta senza clamori, davvero "soave" come il respiro di una madre! A leggerla ci si scopre un po' tutti orfani, semmai l'avessimo scordato, ed è dolce maniera, questa, di dedicare un attimo al ricordo. Lo sguardo già smarrito corre all'autunno, stagione mesta per natura, che lascia mari e monti, e soffia sulla fiammella della nostalgia, sulla malinconia del barbaglio perduto, sul ricordo dell'agosto passato, pieno di luce, e gaio. E' facile ancor più, è dolce- amaro, ricordarsi di chi ci ha abbandonato nei giorni che sono di trapasso da una condizione all'altra di stagione. E' condizione d'anima, per il poeta é propensione innata l'esame degli eventi che ci hanno un po' segnato. Si china il capo e si cerca nel vuoto la magia.
un canto d'amore per una persona cara persa ...una poesia che tocca l'anima... Bella bella!
Struggenti versi che con dolcezza esprimono il grande amore per la tua mamma ... Molto sentita
Mi accingo a commentare in religioso silenzio questo componimento scritto con la penna del cuore, che riesce sempre a tratteggiare le parole giuste. Sono versi che traboccano sofferenza ma una sofferenza pacata e riflessiva e, lungo il dispiegarsi, sembrano rivestirsi di flebile rassegnazione e di un soffio di speranza, quella speranza tipica dei saggi che, dopo un evento profondamente doloroso, si armano di coraggio ed affrontano il futuro (e soprattutto il presente, forse ancor più amaro perché rabbuiato dai ricordi e dalla lacerante nostalgia) con una buone dose di determinazione e spirito propositivo. Ma è nell'epilogo che si concentra tutta la sofferenza dell'autrice e la comprensibile difficoltà ad abbandonarsi totalmente alla rassegnazione.




