A iniziarti infinita
Speravo una speranza che doleva
la grazia di un giardino senza fine
un pensamento di rami e spume
come sogna un ruscello a primavera
- presagio che sa di pesca e grilli -
Inascoltai il sacro canto, grave
d’altre terre divine, d’alte rive silenti
che d’arcangeli ha l’invisibile respiro: ora so
che anche il ragno s’accingeva a intessere
in seta un ultimo filo.
Un astro nel meriggio urtò la luce, rapido
ad intonarti il nome e ad iniziarti infinita.
Poi ti pose, nell’afa gelida della sera,
in un corteo di gerbere e rose.
Tenera la mia angustia seguì il tuo vuoto d’ombra, a stento.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
bellissima (Pierfrancesco Roberti)
Che grande emozione... (Marcella Usai)
Tvb. (Thomas Rivolta)
(Thomas Rivolta)
La mia musa eterna... (Thomas Rivolta)
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Marcella Usai11 luglio 2025
Una dedica che sa d’innocenza bambina, di speranza, d’immenso dolore, d’assenza. Intarsiata nella sua struggente bellezza d’amore eterno. Sei grande poetessa!!
