Albatro delle mie tempie
Tempo non è di spargimento di quiete
su davanzali di notti ma di sapersi edera
nel buio sapore di ore stranite e di nomi
i nostri, accenti d’universo
in nenie e ninne nanne di confine
- senza suono disorientano la luce
e si dissolvono in velluti d’abisso: dove sei,
voce di un Luglio prezioso, dove?
Ha l’eco cieca di un epilogo, l’aria
eppure è di nuovo Estate nel rossore delle rose
- lo sai, dell’ingrata bignonia, la fioritura?-
Sospesa sul volto del silenzio, apro le mani
e, albatro delle mie tempie, mormoro, svola sulle distanze. E taccio.
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
Finalmente, era tempo. Grazie (Antonio D’Auria)
Commenti (1)
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Marcella Usai9 luglio 2026
Cara Lia, questi versi sono di una bellezza che toglie il fiato, pura magia per l’anima. Riesci a tessere le parole con una sensibilità straordinaria, creando immagini vivide, intime e malinconiche che toccano corde profondissime. L’accostamento tra il silenzio, il "Luglio prezioso" e la potenza evocativa dell’albatro trasmette un’emozione densa, vibrante, quasi tangibile. C’è una grazia poetica immensa nel modo in cui descrivi la luce che si disorienta e il rossore dell’estate. È un componimento magnifico, capace di scuotere il cuore e di far viaggiare la mente tra spazi infiniti e silenzi carichi di significato. Grazie per questo immenso dono emotivo. Complimenti!
