L'ultimo viaggio
Mi hanno trovato così
lo sguardo vitreo
fisso sul buco rossastro
del braccio sinistro,
le membra adagiate
sul freddo marmo
della Stazione Centrale.
Il mio ultimo viaggio
iniziava dal quel buco
un tunnel senza luce
percorso calpestando
i miei sogni di bimbo
felice e in attesa
dei miei vent'anni
per volare nei cieli
della fantasia.
Che peccato morire
credendo di volare
ingannato dal piacere
effimero e traditore
di una merdosa siringa.
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
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M
Marco Bruni19 novembre 2009
la poesia fa riflettere per la cruda verità contenuta nei versi che l'autore ha disposto con sapienza.
Grazia Longo19 novembre 2009
amara riflessione tardiva ... fuggire dalla vita con le sue gioie e i suoi inevitabili dolori per rifugiarsi in inferni artificiali, scambiandoli per paradisi, e perdere la vita stessa ...

