Elegia prima (preludio)
Carmine Branco
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Io piango!
E la luna e il cielo
piangono con me
mille lacrime sparse
a ripulire
l'infinita onta
che è quest'umanità
corrotta e morente.
Io piango!
E dietro le mura
della mia gelida stanza
il rumore si confonde
con il suono maestoso
del vento
che soffia gagliardo
e ignaro e,
che di tanto in tanto
fa capolino
a ricordarmi la sua voce
dentro la mia cella.
io piango!
Lacrime amare, lacrime di dolci
ricordi spenti,
e l'inutile silenzio
mi fo compagnia,
in questo mistico connubio
tra la mia anima
e il mio cuore affranto.
Da lontano
vedo una orrida bocca,
anticamera dell'eterno.
Si spalanca avida di morte
e vuole un anticipato
pasto indegno:
le mie spoglie
che cedo all'amore
della Madre Terra
per rinascere
angelo, o dio,
in eterno.
©
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
Commenti (1)
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Paola Pirani30 novembre 2009
Il pianto interiore diventa in questa poesia un pianto condiviso dagli elementi, che offrono quella compagnia che le spoglie mura non danno, ma anzi sembrano isolare, quasi in una bolla fredda, chi vi piange dentro. L'amaro del presente si confonde con il dolce ricordo del passato.

