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Riflessioni 29 novembre 2009 · lettura 1 min · 1572 letture

Elegia prima (preludio)

Carmine Branco 97 poesie pubblicate
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Io piango! E la luna e il cielo piangono con me mille lacrime sparse a ripulire l'infinita onta che è quest'umanità corrotta e morente. Io piango! E dietro le mura della mia gelida stanza il rumore si confonde con il suono maestoso del vento che soffia gagliardo e ignaro e, che di tanto in tanto fa capolino a ricordarmi la sua voce dentro la mia cella. io piango! Lacrime amare, lacrime di dolci ricordi spenti, e l'inutile silenzio mi fo compagnia, in questo mistico connubio tra la mia anima e il mio cuore affranto. Da lontano vedo una orrida bocca, anticamera dell'eterno. Si spalanca avida di morte e vuole un anticipato pasto indegno: le mie spoglie che cedo all'amore della Madre Terra per rinascere angelo, o dio, in eterno.
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Quanta differenza tra l'umanità corrotta e l'Amore divino il cui libro sacro è già scritto nella natura. La morte è un anelito o un presagio di trasformazione e logica conseguenza o estrema ratio della sofferenza.

L'autore
Carmine Branco

Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla

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Commenti (1)

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Paola Pirani30 novembre 2009

Il pianto interiore diventa in questa poesia un pianto condiviso dagli elementi, che offrono quella compagnia che le spoglie mura non danno, ma anzi sembrano isolare, quasi in una bolla fredda, chi vi piange dentro. L'amaro del presente si confonde con il dolce ricordo del passato.