Oltre l'approdo
Come anima errante
trascinavo i miei giorni
in attesa di qualcosa
che facesse svanire
le nebbie grigie
galleggianti nel vuoto
della mia mente...
-
nessuna aspirazione
nessuna scelta
nessun sogno
desideri diventati cenere
e albero senza frutti
sballottato com'ero
dai dubbi della mia giovinezza.
-
Incontrai un vecchio canuto
mi prese la mano senza parlare
seguendo con occhi assorti
il profilo dell'orizzonte
mi indicò la banchina
nell'insenatura del porto
e con voce profonda
e rassicurante mi disse...
-
Non stare fermo come
una barca fissata
all'approdo
nell'acqua statica e spenta della quotidianità...
aldilà c'è il mare...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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Silvia De Angelis31 dicembre 2009
Bellissimi intensi versi che inducono a profonde riflessioni... le condivido pienamente. Poesia che lascia trapelare un ottimo lessico e musicalità alla lettura Molto apprezzata

