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Famiglia 1 gennaio 2010 · lettura 2 min · 1823 letture

La festa è finita (addio ai suonatori)

Carmine Branco 97 poesie pubblicate
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Sono le tre di mattino e aspetto! Accendo con due accendini, l'ennesima sigaretta. Sono sveglio e non ho sonno; l'anno nuovo è appena entrato di petto, ma sento già che mi va stretto. Sono solo nel mio freddo letto e il silenzio squarcia col suo rumore le stanze vuote. Qui, un tempo, c'erano grida di festa e la notte più sacra, oltre al Natale, era San Silvestro. Ora nel corridoio e nelle vuote e fredde stanze, rimbomba il chiassoso suono del silenzio! Si! Del silenzio. Orrido suono che incupisce il cuore, sconvolge le visceri e annebbia la mente. Qui! Son cresciute oh pargolette, le gioie di un padre che ora non è niente. Non più genitore, ne più sposo, ne più capo di una famiglia, ma meno di niente! I botti ancora suonano e cantano l'anno entrante, ma sulla mia lingua c'è ancora l'amaro del precedente. Addio notte! Addio festa! Andate via coi vostri incubi del passato e i fantasmi del recente! Lasciatemi profondare nell'oblio di un mondo che per me non significa più niente! I profumi di carni pargolette che hanno di loro un sapore celeste, ancora Io sento e tornano a tormentarmi, ma Io non sono un delinquente. E' la fine della festa! Andate via! Amen e cosi sia.
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Un anno viene e un anno va, ma i dolori restano e il cuore è sempre lo stesso! Bisogna guardare oltre. Nulla e nessuno ci appartiene! Non bisogna crearsi aspettative, ma vivere ogni giorno al presente. Ma l'umanità è carica di sentimenti, retagio di una cultura che ha reso ogni cosa un attesa di realizzarsi e qui ogni uomo subisce la sua nefasta influenza e cosi quando nulla ha più significato, ressta il vuoto!

L'autore
Carmine Branco

Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla

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Commenti (2)

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Enio Orsuni1 gennaio 2010

non solo il vuoto resta, tu come noi hai la poesia che ti sostiene ancora. tutti abbiamo ricordi, piacevoli o no ma la vita continua e darà sempre qualcosa per cui valga la pena... molto sentita.

RaggiodiSole1 gennaio 2010

Il momento della fine dell'Anno e l'inizio di quello Nuovo, siamo soli e si fanno i conti... e sono attimi così, ci facciamo prendere dallo sconforto e rimuginiamo ancor di più, e se lo fai con la consapevolezza, diventa terapeutico. Bene, Carmine, si volta pagina!