La clessidra
Carmine Branco
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Scorre il tempo,
corrono le ore
e io non ho più
paura: io non
sono più solo.
Tu sei con me
e so che vedrò
una nuova aurora,
frutto del tuo cuore,
dono dell'amore.
Vivo queste ore,
facendo scorrere
la clessidra,
ahimè troppo
lento,
troppo lento
ancora.
Ma passerà
il tempo e
finirà l'inverno e,
quella sabbia maledetta
scorrerà come un fiume.
Io tornerò a vivere
e morto sarà il dolore,
perché tu sei la mia vita,
la mia dignità rinata
e le viscere del mio
intimo onore.
Non c'è, o cuor mio,
altro senso nella vita,
se non amarti
con ogni briciolo
dell'anima mia,
poiché tu,
senza chiedermi
nulla, mi doni
ogni cosa e io
non ti ho dato
nulla ancora,
mia dolcissima rosa.
Grazie di esistere,
o mio purissimo fiore
e perdona se ancora
troppo poco io ti
ho dato sin ora.
Ma presto io e te
saremo uniti
da un vincolo
che ci è stato
negato da un falso
passato di lacrime
e non veritiero talamo;
derubati della vita
che abbiamo donato
senza limite e,
del frutto dell'amore.
Un dì quel sangue
griderà vendetta
e tornerà a fluire,
o anima mia,
come nuova linfa
vitale,
rinata da un parto
che di puerperio
non avrà l'odore.
E nella nostra
vita tornerà
a splendere
a mezzanotte
il Sole.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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