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Riflessioni 20 febbraio 2010 · lettura 1 min · 2718 letture

Vecchietti

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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Lentamente trascinandosi o seduti sulle panchine - guardando l'infinito con occhi inumiditi - vecchietti si raccontano vecchie storie - c'è chi parla di nipoti sempre buoni - e chi parla della guerra - chi parla di denaro - e chi di sesso chi non ricorda e parla lo stesso... - e chi ascolta e tace - c'è chi aspetta qualcosa o qualcuno - e chi non aspetta - più nulla...
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (9)

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Enrico Baiocchi20 febbraio 2010

Svuotare la memoria, la più grande passione degli anziani, aspettare il nulla tra l'indifferenza di chi dovrebbe restituire loro almeno solo un acconto di quanto nella vita hanno dato. Amara fotografia magistralmente scattata dall'autore con versi semplici e perciò diretti. Un inchino e applausi.

Silvia De Angelis20 febbraio 2010

Non avrei mai immaginato che la senilità fosse così amara... visto che l'ho vissuta e la sto vivendo ancora con mia madre che si sta spegnendo... purtroppo la maggior parte degli anziani, coloro che ancora sono dotati di vivida memoria, attingono ad eventi del passato o a cose gioiose che la mente ha bene impresso... Lirica apprezzatisima

Rosy Marchettini20 febbraio 2010

Poesia che sembra essere un dipinto i cui personaggi stanno con la bocca aperta con le labbra socchiuse, occhi sbarrati, occhi attenti, bocca chiusa, occhi inumiditi da lacrime che stentano a rimanere interiori... Vecchi! Poesia che mi ha commossa perché son riuscita a sfiorare l'anima infinitamente dolce del Poesta Applausi, perché ci sono parole che oltrepassano questi dolci versi La conservo nel cuore

Daniela Pacelli20 febbraio 2010

Bellissima riflessione... il pensiero vola verso quei vecchiatti dietro gli affanni del loro tempo, con il bastone sulle panchine a raccontare di loro, dei loro tempi, dei loro amori, aspettando un tram che passerà o che forse non passerà più...triste chiusa che nasconde una verità, purtroppo... c'è chi non aspetta nient'altro nei loro anni avanzati. Molto piaciuta Pinot

Kiaraluna20 febbraio 2010

Vista da questa prospettiva il diventare anziani è penoso Pino... fa paura, si avverte il gelo della solitudine e il vuoto nel cuore. Ci sono, ahimè,tanti anziani abbandonati a sè stessi, non curati anche solo moralmente, ma pensarci spaventa davvero. Molto apprezzata, nonostante il tema difficile, trattato magistralmente.

Enio Orsuni20 febbraio 2010

c'è pure chi come me correva sempre appresso alle donne ma adesso non si ricorda più del perché. pino, ma la pianti di farmi le foto a tradimento? hihihi bella poesia che lascia pensare a quanto tempo hai dedicato all'osservazione dei vecchietti. tanto apprezzata

Antonio Biancolillo20 febbraio 2010

Uno spaccato di vita molto realistica... e quello è il loro mondo... la loro panchina... il loro ritrovo... il loro ricordo... Si adattano al loro essere messi da parte... tuffandosi nelle proprie memorie tra il nulla del domani... Riflessione profonda... curata nei pensieri e nella forma... Apprezzatissima...

Giovanna De Santis20 febbraio 2010

bella toccante poesia che molto mi commuove il mondo degli anziani inchini Pino alla tua sensibilità lodevoli versi

Clodiaf090421 febbraio 2010

Triste e tenera questa fotografia che ci commuove. Apprezzata.