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Introspezione 24 febbraio 2010 · lettura 2 min · 1830 letture

Metamorfosi prima

Carmine Branco 97 poesie pubblicate
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In un immenso campo trovai un fanciullo. Piangeva disperato e non alzava gli occhi al cielo sereno... Il sole splendeva eppure tremava. Dalle labbruccia smunte scendeva un rivolo bianco. L'abito sgualcito era sporco di terra, non per i giochi allegri dell'età che aveva, ma per le piaghe di mille scudisci provati sull'anima verginea. Io lo fissai e il viso mi pareva familiare eppure sconosciuto nel contempo. Lui m'ignorava eppure io ero lì ad un tirar di sasso, come se il mondo fosse a lui ignoto e lui al mondo. E all'improvviso mutò d'aspetto, come per metamorfosi di tempo e al suo aspetto gentile si sostituì un volto duro e segnato d'uomo dal petto squarciato e dal cuore aperto. Sul volto un silenzioso grido e, pur ferito a morte, non moriva in eterno. Poi divenne bianco per canizie precoce. I suoi occhi gelidi fissavano il vuoto dell'umanità senziente. Ma dentro il vitreo sguardo si vedeva il terrore di chi troppo aveva visto e di tutto l'orrore! Poi vidi uno scheletro che oscillava al vento e divenne caos e tornò alla terra. Li, la dolce Gaia, consolò quella polvere e l'alma pura, poté tornare finalmente libera nel vento.
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Il dolore del mondo negli occhi dell'uomo e la prima metamorfosi agli occhi di chi guarda solo con la mente. Bisogno guardare oltre.

L'autore
Carmine Branco

Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla

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