Metamorfosi terza - consapevolezza
Carmine Branco
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Parole, parole
vento che soffia,
lascia il vuoto
e il tempo che trova.
La lingua,
pur senz'osso,
spezza più
di ascia e sasso.
Nessuno può
contare quanti
balzi o rotolii fa
nel suo violento
rovinare un masso.
Esso scende a valle
trascinando con se
ogni cosa,
viva o inanimata.
E il suo rumore
non dice
quanto il monte
abbia sofferto
per il suo prolasso.
Dire non può,
se non il Creatore,
il gemito di pianto
che ha provocato
sul suo passo.
Cosi il cuore,
quando cede dinanzi
alle sue pena,
morendo un po',
ogni giorno invano.
Pensa
e, ogni dir
è vano,
che muore
e non sa come
salvarsi per l'altrui
odio immane!
Ma quando nulla
sembra amor e,
cantare appare amaro,
ecco che il Sole splende
di luce nuova e,
alle pupille rinate,
appare strano.
Quante inutili
rincorse per una
pietra tombale
che ha ucciso
molte vite
nel suo franare.
E quanti affanni
può dare amare
inutilmente
un essere
che dell'amore
non sa che fare.
Risplenda,
o Dio,
la nuova aurora,
e dissipi
la notte amara!
Torni a illuminare
l'animo e la speranza
dello stuolo fedele
che annaspa
negli ingorghi
in questo oceano di male.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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