La libertà

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (15)
A volte finire di vivere è una liberazione da angosciosi ricordi che, come un tarlo, lorogano l'anima... Lirica molto apprezzata
a volte non morire nell'atrocità di vissuti indescrivibili non è salvarsi ma solo prolungare una sofferenza e la vita diventa un'indicibile agonia...
sopravvivere ad immani atrocità è come una morte viva che incarna e quando arriva la fine sarà davvero liberatoria quando in TV ascolto guardo interviste di superstiti all'olocausto al Vietnam ed altre guerre o tragedie familiari mi chiedo come hanno fatto a vivere poesia di elevato contenuto a cui commossa mi inchino di bellissima stesura la conservo nel cuore complimenti alla maestria e sensibilità dell'AUTORE
Da simili tragedie non ci si riprende... e vivere diventa l'inferno, anche per essere sopravvissuti ai compagni di sventura... non tutti riescono ad aspettare quella seconda liberazione... Primo Levi non ci riuscì. Grandissima poesia... profondo e commosso inchino.
Molto toccante questa poesia, mi rimarranno impressi per tanto tempo nella mente questi versi. Apprezzata tantissimo!
Versi di grandissima commozione... descritti con grande delicatezza e sensibilità d'animo, la morte, per alcune vite straziate,è veramente una liberazione... Inchini!
Anche i ricordi finiscono per imprigionare tanche che solo la morte può portare la libertà... Vera e intensa lirica che ho apprezzato leggere
Questi tuoi versi fanno rabbrividire. Le immagini che scorrono in tv ci fanno appena immaginare gli orrori del passato che continueranno a perseguitarci, anche noi che non c'eravamo, anche quelli che sono arrivati dopo di noi e perseguiteranno anche quelli che verranno. Perché è giusto che nessuno mai dimentichi. Grazie al poeta. Poesia condivisa e apprezzata!
QUesti versi arrivano come una fucilata in un campo di concrentamento. La morte arriva come una benedizione per chi non è mai riuscito a sentirsi libero. Il lager è un fantasma che accompagna le giornate di chi riesce a sopravviverne. Struggente
Poesia di grande emozionalità...talvolta il mestiere di vivere per un uomo, diventa talmente angosciante, sofferente... che troverà liberazione solo nella morte.
Inchino a questa opera... versi mirati e meravigliosi... Un inno alla libertà! 1000000 di fiocchi!
Versi delicati, umani, quasi sereni se alla chiusa non arrivasse un colpo nello stomaco tremendo. A chi ha vissuto tragedie così grandi, la preghiera di morire non viene sempre accolta, e la vita riserva spesso solo la tortura dell'anima e una lirica così intensa aiuta a non dimenticare. Una perla da conservare. Fiocco, inchini ed Applausi.
Ho cominciato a leggere e più andavo avanti più ero curiosa di sapere chi mai fosse quell'uomo. Mi è letteralmente venuta la pelle d'oca, bellissima e stupendamente descritta, i versi sono malinconici e terribilmente tristi. Commossa, poesia sublime.
Le tragedie più grandi ed inenarrabili uccidono dentro... e la morte fisica rappresenta il vero atto di liberazione dalle nostre opporessioni e dalle nostre penosissime sofferenze... Innanzi ad un omaggio così toccante ... non ci si può che inchinare e plaudire per la immensa sensibilità... Poesia molto apprezzata.
Il camminar sempre solo con lo sguardo a terra per il troppo peso sulle spalle... e se ne andò serenamente, in un mattino d'autunno. Malinconica lirica ma che ho apprezzato molto perché "emozionante"!Molto condivisa tra l'altro, a volte morire da la serenità che la vita non regale. Stupenda e applausoni














