18 lettori online · 355.922 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale pinotota.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Uomini
Uomini 10 marzo 2010 · lettura 1 min · 2443 letture

La libertà

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
+ Segui
Camminava sempre solo, gli occhi chini a terra come oppresso da un peso o da una angoscia impalpabile. - Il vestito troppo largo per la sua figura allampanata, ossuta. - Anche se tutti in paese lo conoscevano gli rivolgevano solo sguardi di rispetto ma non parole. - Non sorrideva a nessuno forse per riservatezza o forse per diffidenza... e qualche accenno di sorriso lo riservava ai piccoli uccellini che lo circondavano quando nel giardino della piazza seminava minuti frammenti di pane vecchio. - Se ne andò serenamente un mattino d'autunno seduto compostamente su una panchina di legno invecchiato della casa anziani che lo ospitava. - La sua espressione era serena quasi beata da uomo finalmente libero... e stringeva in mano una pezzo di stoffa ingiallito e sdrucito su cui era scritto - Häftlingsnummer 600278 Oktober 1943 DACHAU
♥ 0 💬 15
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

A volte nella vita di un uomo sono talmente forti le tragedie vissute che solo la morte può liberarlo dall'angoscia perenne...

L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

Tutte le opere →

Commenti (15)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Silvia De Angelis10 marzo 2010

A volte finire di vivere è una liberazione da angosciosi ricordi che, come un tarlo, lorogano l'anima... Lirica molto apprezzata

Grazia Longo10 marzo 2010

a volte non morire nell'atrocità di vissuti indescrivibili non è salvarsi ma solo prolungare una sofferenza e la vita diventa un'indicibile agonia...

Giovanna De Santis10 marzo 2010

sopravvivere ad immani atrocità è come una morte viva che incarna e quando arriva la fine sarà davvero liberatoria quando in TV ascolto guardo interviste di superstiti all'olocausto al Vietnam ed altre guerre o tragedie familiari mi chiedo come hanno fatto a vivere poesia di elevato contenuto a cui commossa mi inchino di bellissima stesura la conservo nel cuore complimenti alla maestria e sensibilità dell'AUTORE

Kiaraluna10 marzo 2010

Da simili tragedie non ci si riprende... e vivere diventa l'inferno, anche per essere sopravvissuti ai compagni di sventura... non tutti riescono ad aspettare quella seconda liberazione... Primo Levi non ci riuscì. Grandissima poesia... profondo e commosso inchino.

Nadia Mazzocco10 marzo 2010

Molto toccante questa poesia, mi rimarranno impressi per tanto tempo nella mente questi versi. Apprezzata tantissimo!

Barbara Rossi10 marzo 2010

Versi di grandissima commozione... descritti con grande delicatezza e sensibilità d'animo, la morte, per alcune vite straziate,è veramente una liberazione... Inchini!

Lina Sirianni10 marzo 2010

Anche i ricordi finiscono per imprigionare tanche che solo la morte può portare la libertà... Vera e intensa lirica che ho apprezzato leggere

Vivì10 marzo 2010

Questi tuoi versi fanno rabbrividire. Le immagini che scorrono in tv ci fanno appena immaginare gli orrori del passato che continueranno a perseguitarci, anche noi che non c'eravamo, anche quelli che sono arrivati dopo di noi e perseguiteranno anche quelli che verranno. Perché è giusto che nessuno mai dimentichi. Grazie al poeta. Poesia condivisa e apprezzata!

Gabriella Caruso10 marzo 2010

QUesti versi arrivano come una fucilata in un campo di concrentamento. La morte arriva come una benedizione per chi non è mai riuscito a sentirsi libero. Il lager è un fantasma che accompagna le giornate di chi riesce a sopravviverne. Struggente

Doraforino10 marzo 2010

Poesia di grande emozionalità...talvolta il mestiere di vivere per un uomo, diventa talmente angosciante, sofferente... che troverà liberazione solo nella morte.

P
Pp10 marzo 2010

Inchino a questa opera... versi mirati e meravigliosi... Un inno alla libertà! 1000000 di fiocchi!

Enrico Baiocchi10 marzo 2010

Versi delicati, umani, quasi sereni se alla chiusa non arrivasse un colpo nello stomaco tremendo. A chi ha vissuto tragedie così grandi, la preghiera di morire non viene sempre accolta, e la vita riserva spesso solo la tortura dell'anima e una lirica così intensa aiuta a non dimenticare. Una perla da conservare. Fiocco, inchini ed Applausi.

Ho cominciato a leggere e più andavo avanti più ero curiosa di sapere chi mai fosse quell'uomo. Mi è letteralmente venuta la pelle d'oca, bellissima e stupendamente descritta, i versi sono malinconici e terribilmente tristi. Commossa, poesia sublime.

Carmelita Morreale10 marzo 2010

Le tragedie più grandi ed inenarrabili uccidono dentro... e la morte fisica rappresenta il vero atto di liberazione dalle nostre opporessioni e dalle nostre penosissime sofferenze... Innanzi ad un omaggio così toccante ... non ci si può che inchinare e plaudire per la immensa sensibilità... Poesia molto apprezzata.

Daniela Pacelli11 marzo 2010

Il camminar sempre solo con lo sguardo a terra per il troppo peso sulle spalle... e se ne andò serenamente, in un mattino d'autunno. Malinconica lirica ma che ho apprezzato molto perché "emozionante"!Molto condivisa tra l'altro, a volte morire da la serenità che la vita non regale. Stupenda e applausoni