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Riflessioni 12 aprile 2010 · lettura 1 min · 2954 letture

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Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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E l'orchestrina continua a suonare... mare periglioso pericolo imminente... e chi non balla guarda la tv elisir oppiaceo per menti ottenebrate tanto a me cosa vuoi che succeda... c'è sempre un grattaevinci o il superenelaotto... continuiamo così a divertirci...
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (10)

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Raggioluminoso13 aprile 2010

Riflessione quanto mai vera e profonda in questi splendidi versi. Sembra infatti, che si possa passar indenni a tutto e invece così non è. Molto, molto apprezzata, anche per il tema trattato!

Giovanna De Santis13 aprile 2010

e l'orchestra suona ...la tv... "la catastrofe" è imminente ma alla fine riversiamo sulla fortuna la speranza che raramente arriva. super bellissima poesia profonda e di grande verità

Daniela Pacelli13 aprile 2010

Stupenda metafora, biasognerebbe accontentari di ciò che si ha, si cerca di ottenere sempre di più senza il minimo sacrificio. chi spera in un futuro migliore, chissà, in mano alla sorte della lotteria ... la vita è una ruota o una nave che gira gli oceani, gira gira e chissà dove ci porterà domani? Bellissima, condivisa e applausone

Barbara Rossi13 aprile 2010

Metafora perfetta per una amara verità...speranze per un futuro migliore non esistono e ognuno si accontenta come può,cercando di tutelare la propria vita e a volte affidandosi alla fortuna. Vera e Amara!

Calogero Pettineo13 aprile 2010

A volte non serve girare la testa e far finta che tutto vada bene, a volte è meglio affrintare il problema prederlo di petto poiché ignora oggi ignora domani il tutto può sembrare normale, lirica da leggere attentamente per la sua arguzia interpretativa. Molto apprezzata.

Kiaraluna13 aprile 2010

Fingiamo pure di essere in crociera e che non stiamo imbarcando acqua dalle numerose falle... illudiamoci che basterà ignorarle perché si richiudano da sè... Sentitissima Pino, e condivisa.

Viaggiamo ormai sulla stess manfrina da tempo... Sentiamo sempre le stesse parole, la stessa cantilena anche se stiamo affondando... E ci rifugiamo in un qualosa che forse ci da una piccola speranza di salvarci, omeglio di acomodarci... Bella metafora per delineare i problemi d questa Italia che dondola! Apprezzata bellissima

Silvia De Angelis13 aprile 2010

Giuste considerazioni, che condivido a pieno, in una lirica con uno sfondo che amareggia, ma che a pieno rispecchia "il pensare e l'agire" di questo paese che ospita la nostra esistenza... Liric apprezzata

Massimo Mangani13 aprile 2010

quanto hai ragione ...da sempre lo ripetiamo in coro ma poi niente cambia ...ma stanne certo questa volta siamo alle barbe come si suol dir ...vedrai ch e molti smetteranno, smetteremo di divertirci e saranno augelli senza zucchero

Enrico Baiocchi13 aprile 2010

Amara considerazione per un'Italietta che continua imperterrita a navigare nel buio imbarcando acqua da ogni dove, come fossa ignara dello scontro frontale imminente. Ancor più amara la consolazione individualistica di sperare nella fortuna per sistemare la nostra situazione, "CHE ME FREGA" poi degli altri. La musica è sempre la stessa chiunque diriga l'orchestrina. Molto moltissimo apprezzata negli argutii versi e nel contenuto.