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Riflessioni 10 giugno 2010 · lettura 1 min · 6063 letture

Sotterfugi

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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Può succedere che le parole finiscano per disperdersi... con fatica occorre cercare di raccoglierle parole grigie o opache striate sporche di fanghiglia... se con la poesia si vuole pensare all'essere arduo ritornare concettualmente con la medesima orazione esiste sempre un fondamentale stupore invalicabile con i rottami e la sfinita efficacia del dejà vu... offerto prima sull'eloquenza per la possibilità di imprimere nuovamente la storia...
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (17)

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Clara Gismondi10 giugno 2010

Poesia che fa riflettere sul valore delle parole e sulla evidente caparbietà concettuale nel voler esprimere in continuazione un determinato concetto attraverso la poesia quando l'essere è evidentemente passionale e libero di andare dove vuole. Sarebbe come imprigionare qualcosa che non esiste più. Ma si può voler continuare a insistere forse perché certe situazioni non si sono risolte e l'essere rimane prigioniero non solo di situazioni mentali ma anche delle proprie emozioni che lo serrano. E la storia lì si ferma... Fin quando non si smuove qualcosa. La poesia è come l'essere... La trovo bellissima per quello che dici e per come lo dici!

P
Pp10 giugno 2010

Non immagina nemmeno l'autore quanto sia in sintonia con questa lirica, qualcosa di simile è appena uscito dalla mia penna, incredibile, versi ben scritti e ritmati, ottima poesia, !

Tiffany 7010 giugno 2010

Concetti molto profondi sull'uso e riuso delle parole che sembrano rinchiudere l'autore nella rete delle cose già dette o già scritte...è una situazione logorante per molti poeti, immagino... La reputo una meravigliosa, profondissima e stupenda poesia!

Silvia De Angelis10 giugno 2010

Intensa espressività in versi che si soffermano sul voler sempre rimarcare gli stessi concetti nei componimenti poetici... forse per degli irrisolti personali... Lirica molto, molto originale tanto apprezzata

Raggioluminoso10 giugno 2010

Le parole: codice convenzionale. Spesso esse dicono molto più di quanto i fonemi messi insieme esprimano e portano il pensiero oltre il significato dato dal significante. Una lirica piena di saggezza e grande spunto di riflessione. Molto apprezzata!

Giovanna De Santis10 giugno 2010

molto saggia e vera i sentimenti le vicende nell'io riversati in parole che possono apparire ribadite, magistrale stesura per il contenuto molto sentito e condiviso

A
Antonio Terracciano10 giugno 2010

E' un problema matematico: esiste la possibilità di riscrivere inconsapevolmente, con le stesse parole, quanto è stato scritto da altri, in altro luogo e in altro tempo? Secondo Borges sì: il protagonista di un suo famoso racconto riscrisse, senza saperlo, tre o quattro secoli dopo ed in Francia, il "Don Chisciotte" di Cervantes.

Kiaraluna10 giugno 2010

Le parole non sono infinite, difficile essere originali, ma con molta attenzione si può riuscire a dare la nostra impronta ad un sentire che è senz'altro comune. Versi molto riflessivi per una interessante tematica, davvero apprezzati.

Enrico Baiocchi10 giugno 2010

La poesia offre la strana possibilità di inventarsi nuove parole, vengono storpiate, troncate, accentate, nella ricerca di una musicalità personalizzata, di un sentire che sembra logico, a volte solo di un impatto emotivo, il rischio di un déjà vu è costante, ma in fin dei conti cosa c'è di nuovo nel raccontare emozioni e sensazioni, nel mostrare sentimenti di amore o rabbia, le parole, come dice giustamente l'autore finiscono per disperdersi, è il modo come ognuno le raccoglie e le incastra che distingue un'impronta dalle altre.

Antonella Bonaffini10 giugno 2010

Molto armoniosa nella stesura, un messaggio saggio quello che viene proposto, pacato... apprezzatissima.

Danielinagranata10 giugno 2010

Profonda e saggia riflessione bisogna saperle usare bene le parole... che spesso fanno più male delle armi intensa e bella

Danielinagranata10 giugno 2010

Profonda e saggia riflessione bisogna saperle usare bene le parole... che spesso fanno più male delle armi intensa e bella

Aldo Bilato10 giugno 2010

"le parole palpeggiano l'anima... incoerenti... saccenti... puttane"... prima poe che pubblicai sul sito... la tua lirica mi riporta indietro... piaciutissima!... cià.

Calogero Pettineo10 giugno 2010

giocare con le parole non e cosa da tutti, ci vuole cognizione. non si possono storpiare, accentare, troncare senza dargli un significato che colpisca il lettore. versi molto gradevoli molto piaciuti.

Daniela Pacelli10 giugno 2010

Troppo spesso le parole si disperdono e con fatica tocca a noi raccoglierle... le parole possono far amare e possono far odiare, ferire, le giuste parole fanno ridere il cuore. Intensa e coinvolgente questi versi che carezzano il cuore. Applausoni Pino, molto bella

Vivì11 giugno 2010

Una poesia molto riflessiva sull'utilità delle parole. Se la domanda fosse posta a me, risponderei che le parole servono sempre. A comunicare, a spiegare a donare anche solo una piccola gratificazione. Una lirica sentita, condivisa ed apprezzata.

Omero Sala11 giugno 2010

Tutti i commenti sottolineano la saggezza. Attento...