Questo piccolo ma immenso amore

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (13)
comichetta si ...ma quanta profonda verità annida, è proprio così come l'hai descritta, appene te tocca vola via subito ma infondo almeno tu la vedi, prova invece a pensare a me che la vedrò forse a 70 anni o ai nostri figli che sicuramente non la vedranno neanche... ti par giusto pagare per 50 anni e forserla prenderla per 10 o pure mai...
Tragicomica veramente. Tu ci scherzi ma io come Massimo sarò vecchietta quando la vedrò... Fino a qualche anno fa non ci pensavo alla pensione poi da quando hanno incominciato a posticipare e ancora a posticipare mi è venuto il panico. Ci pensi... insegnare a 65 anni... da spararsi! Comunque tu sei dalla parte di chi può ancora averla e so che non basta mai... Ma ci sono possibili alternative... io vorrei poter cambiare lavoro ogni tanto. La poesia è piacevole nonostante tocchi dei tasti dolenti.
nota dolente: son nato nel bel mezzo d'un casino proprio nell'anno in cui la "Merlin" ce l'ha levato... allora la mia mamma, sin da piccolino il posto fisso in capo m'ha ficcato così son più di trent'anni che ubbidiente aspetto all'ombra di quella sequoia ché prima di morir come un deficiente vorrei toccar con mano quella che tu chiami troia... me sa ch'è meglio se me faccio prete senza pretender de far scintille almeno son sicuro una tantum de metter in saccoccia l'un per mille... ahahahah... cià*
la mia piena solidarietà al tuo pensiero ... e speriamo che non c'e' la porti via nessuno ... uno dei pochi piaceri che ci restano ... anche se è una volta al mese
La tanto ...agognata e desiderata pensione... tu intanto te la godi quella troia mentre io forse neanche saprò che faccia ha... l'unica pensione che conosco è una stamberghetta ad 1 stella sulla riviera adriatica... sei comunque una forza... Pino!
Pino... ti sei superato! è amaramente ironica e fa certo sorridere anche se ci sarebbe da piangere. Un dramma in chiave comica davvero micidiale... bravo come sempre!
ciò 'no scampoletto pe' le mano e nun so dove portalla. qunto te pji pe' notte a la pensione tua? sai che io campo de pensione, nun lo so se me lo posso permette'. ma li monghetti tua. quanto sei fuso! hahuhiii cmq sta' tranquillo, berlusca ha detto che le pensioni nun se toccheno: se toccheno solo li prezzi de li generi de prima necessità e poi me domanno, come cazzo faranno adesso li deputati a vive co' soli 20. 000 euri ar mese invece de ventuno che je permetteva a malapena d'ariva' a la fine der mese. boh...
M'ha fatto morire questa poesia... rido e rido ancora. la chiusa spiega tutto... per il resto quoto Enio ORSUNI!
...pochi, ma necessari per la sopravvivenza e quella sacrosanta volta al mese fortunato chi la possiede... per le future generazioni sarà un serio problema... Lirica, divertente, abilmente stilata, piaciutissima
Caro Pino, da pochi mesi provo anch'io la breve illusione di portarmi a casa questa troia una volta al mese, l'unica cosa che non ho capito è perché se prende un sacco di soldi ancora prima di entrà in casa. fusse che fusse che cià da dà quarcosa ar pappone nano.
Non me la sarei mai persa oggi la tua comichetta... E il tuo grande finale può solo che farci ridere, a molti purtroppo amaramente... Unica loro speranza di sopravvivenza questa "sporca" pensione... Grande Pino poeta di grande riflessione, sensazioni e coinvolgimento... E rido ancora per fortuna ci vuole!
Arrivata fino alla fine per capire se l'arcano veniva svelato - una volta compreso e sorriso, l'ho riletta con più attenzione e ci si riflette anche, su questi versi. Complimenti a questo autore!
Sei fortissimo e geniale. Mi è è piaciuta molto, ma per un attimo solo ho davvero pensato che ti accontentassi davvero di poco pur di averla al tuo fianco. Chiusa da far schiattare dalle risa. .













