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Satira 20 agosto 2010 · lettura 1 min · 1852 letture

Il rito delle ranocchie

Carmine Branco 97 poesie pubblicate
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Le ombre calano in questa fredda notte d'agosto; le stelle cadenti di San Lorenzo sono, ormai, un ricordo. E, nel passo felpato delle anime morte, rivive un tempo e un rito di ancestrale sapore. Le statue adorne di ori e luci, portate a spalla, dai figli dei figli, s'innalzano possenti sui loro baldacchini ove troneggia, più che sui capi dei poveri fedeli, la grazia onnipotente, venerata con le visceri e le cantilene e i fumi dei lumi, anche da chi ha solo il nome di credente. Nel chiassoso epilogo dei fuochi la gente è paga e il santo festeggiato, tra botti e cantanti, è placato e contento. E Dio se la ride di questi bambini impenitenti.
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Quando si scambia la farsa e la superstizone per fede e religione, si crede di porre il divino sul nostro livello e non già noi a livello di Colui che si adora! Cambiano i tempi i costumi e i livelli culturali, ma non i comportamenti e si riduce quanto non cosciamo ad inutile pantomima.

L'autore
Carmine Branco

Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla

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Commenti (1)

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Enio Orsuni20 agosto 2010

se si accetta che dio se la ride di questi bambini inpenitenti o semicredenti o miscredenti dovremmo ammettere che esiste altrimenti come farebbe a ridere? io l'ho intesa così. poe che la dice lunga... molto apprezzata