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Sociale 2 dicembre 2010 · lettura 1 min · 2724 letture

Vorrei udire un poeta

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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Il baccanale... la confusione di voci mugugnanti e musiche: è sempre tempo di spot! Suoni che ti raggiungono ognuno più degli altri. Cervelli imbrigliati da desideri infantili ormai. Han ceduto agli inganni le verità e il sottozero dell'anima vive del superfluo nei labirinti del consumismo. Vorrei udire un canto antico smarrito; un poeta che passi e nell'etere racconti dei sogni perduti, dei sorrisi e del cuore, della vita e i suoi risvolti, e l'eco della sua voce dilatarsi nella breccia di ogni mente... Vorrei udire una voce che ci insegni a convivere senza imbottirci di folli illusioni per sorridere al futuro, consapevoli di essere noi i colpevoli se la solidarietà è una favola mordace nel sardonico sorriso dei ricchi...
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (10)

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Quando un poeta riesce a guardarsi allo specchio allora il suo cervello comincia a funzionare perfettamente. Se la gente riuscisse a guardare in questo specchio forse anche il proprio cervello potrebbe funzionare meglio. Intanto siamo in due che odiamo quell'imbuto!

EnzoL2 dicembre 2010

anche io vorrei sentire parole illuminanti invece ci tocca squallore ovvietà e frivolezza... nulla che possa in qualche modo migliorare. Pensare che una volta la scatola magica ha insegnato a leggere e scrivere a tante persone che non avevano mezzi per studiare... bellissimi tempi andati dove gli strumenti avevano un loro perchè! bellissima complimenti

Silvia De Angelis2 dicembre 2010

Siamo tutti stanchi di essere dai soliti insignificanti spot che cercano di farci il lavaggio del cervello su questo o quel prodotto sueprsonico... tornare alla semplicità di una volta quando tutto era vero e genuino sarebbe davvero impagabile... Lirica piaciutissima

Raggioluminoso2 dicembre 2010

Un vorrei che condivido. Ma sarà impossibile che i media cambino il loro modo di fare. Sentire un poeta vorrebbe dire far ragionare e si è capito che questo non conviene. Meglio uniformare sulla linea dello 0 i pensieri per poter continuare a creare falsi bisogni. Poesia molto sentita e apprezzata!

Aldo Bilato2 dicembre 2010

pensieri ibernati... menti lobotizzate... il tutto condito con musica in sottofondo... sempre la stessa, sempre più omologante... e se fosse il poeta il mago del pensiero... certo è, che l'imbuto dove convergono le malefatte di questi imbonitori, ha raggiunto il troppo pieno... ci vorrebbe una valvola di sfogo... come dice il prode cantautore: i poeti son brutte creature, quando parlano è sempre una truffa... truffiamoli allora!... cià*

Clara Gismondi2 dicembre 2010

Il sistema economico I media il consumismo il potere hanno creato dal nulla bisogni che non abbiamo... Il superfluo è spazzatura. L'illusione è di essere altro... Ma il poeta o il visionario... sa che c'è dell'altro. e scava e scava... quello che esce fuori è un diamante... Lo so che dai diamanti non esce fuori niente e che dal letame nascono i fiori ma proprio per questo il nostro cuore avrà la brillantezza di un diamante e l'umiltà delle cose semplici. Nella tua poesia sento quasi rabbia e ti capisco! Molto bella!

Danielinagranata2 dicembre 2010

Mi unisco al tuo profondo e intenso pensiero molto piaciuta e apprezzata

Kiaraluna2 dicembre 2010

Forse la truffa dei poeti consiste nel guardare il mondo oltre la dura superficie, cogliendo i sentimenti, positivi e negativi, con fin troppa chiarezza da renderli un miraggio, quasi una fiaba non sempre a lieto fine.

Daniela Pacelli2 dicembre 2010

Leta con forte partecipazione ed ammirazione per il messaggio ben condiviso. Io credo che oggi un grande e grave problema è che chiunque scrive si sente d'essere arrivato, tutti si sentono poeti in cerca di successo. Ma il poeta vero scrive per se sesso, se poi piace ciò che scrive, tanto di guadagnato. Questa si è poesia! Applausoni!

Nemesis Marina Perozzi4 dicembre 2010

La voce dei poeti è come quella dei bambini, i soli che avrebbero il coraggio di rivelare che "il re è nudo"!...