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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Carmine Branco
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Impressioni 8 aprile 2011 · lettura 3 min · 1686 letture

Tetra logos (Canto Primo – Picinisco)

Carmine Branco 97 poesie pubblicate
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Rammento, o dolce terra di innocenti speranze, profumate d'olivo e prezioso maturano; le allegre feste e sonore danze. Dolci sono I tuoi fianchi rivestiti di bianco nel gelido inverno e lussureggiantemente verdi nei turgidi seni montuosi della gaudiosa e calda giornata d'estate. Bella sei nella tua Piazza, sormontata dai torrioni del tempo di Porta Santa Maria, suggestiva cornice nel candore delle stanze del tuo municipio, ove l'aquila invitta tormenta e subduce il serpente umiliato e di oscura matrice. Oh, la Piazza, coi suoi san pietrini, le dure panchine e le voci festanti dei suoi bambini, le gioiose cantine, le oste e gli osti che con i loro sorrisi e gli ospitali richiami, allietano i giorni durante l'anno intero. Qui Io crebbi, giovinetto speranzoso e libero, guidando mille idee e mentore di cento anime. Sotto il tuo cielo ebbi della parola il dono e dalle tue notti il verso e il canto mesto ispirato; sognai l'amore, il desiderio, la gloria e la fama e, di riposare un di' le membra stanche, circondato dalla mia prole e, della mia progenie, lo stuolo. In seno alla tua terra scura, grembo accogliente, accanto alla mia dolce "Mammella", avrei dormito il sonno eterno, anch 'io cenere e concime ma tutt'uno col creato. Ahime' che d'altro avviso sembran essere gli Dei e il Fato, che per ora l'esilio mi hanno dato, sia pure di dolce amor e miele dorato. Esilio volontario in terra benigna e con Amor sincero a farmi da Nepante, sia pure con immensa piaga nel cuore sanguinante, che, il primo e vero amor, le dolce mie figluole, traviate, oh piccoline, da esseri immorali, che le menti pargoline, con parole e pensieri infami, dal babbo protettore hanno allontanato. Dolce paesello che di natali illustri conoscesti e di Ernesto Capocci e Giustino Ferri. Racchiusa sei su di una rocca, castello in un castello; hai per ossatura il duro lavoro di un popolo di saggi contadini, cui con onore appartengo, da cui, con fierezza discende ogni cosa buona e genuina. Ogni borgata è un minuscolo scrigno di tradizioni e candida destrezza, con uomini bruciati dal sole dei campi prosperosi e donne che san di pane, impegnate a crescere case, figli e bestiame. La sapienza atavica è qui fatta salva ed ognuno pregia ciò che coltiva e poi mangia. Ognuno sa di tutti e di ognuno parla, come per fratelli e sorelle, di un'unica grande famiglia: ora nel bene, ora per rabbia, ma nei momenti di festeggiar o piangere, ci si serra a far corona come impenetrabile maglia. Ora schietti ed accoglienti, ora reattivi e pungenti, sono corretti ed abbondanti come il loro fiume Melfa che, dai monti della Meta, scende maestoso e possente, a dissetare molti popoli e a rendere fertile la Valle! A te tributo, o terra mia diletta, onore, o Picinisco, perla amena e materna, benedetta dal Padre eterno.
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L'amor patrio è il cuore di questo canto, destinato a far parte di una raccolta di tre canti, da me intitolata Tria Logos, "le tre parole". Il Primo Canto è appunto dedicato all'amor campanilistico, dove i ricordi fioriscono come la terra fertile di cui si parla e tutto è un quadro in un quadro. Sentimenti e idilli, dolore e morte, gioia e tristezza. La natura è cornice e quadro e in quel quadro i paesaggi e le persone, gli affetti e la famiglia; persino i profumi diventano attributi e il tutto in un'esplosione di emozioni.

L'autore
Carmine Branco

Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla

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