Mare nostrum

Mar dell'antiche genti a noi parenti
che in un abbraccio avvolge questa terra
mentre intorno l'altra lo rinserra
e tutto accarezzando i suoi frangenti.
Dalle sue rive andando e ritornando
i popoli profusero sé stessi
e gli altri quanti intorno eran messi,
ognuno sua natura edificando.
Da questo confrontarsi e mescolarsi,
col proprio ingegno e l'altro acquisito
dalla coscienza il buio fu rapito:
fu dell'uman sapere il propagarsi.
Non certo progredisce, e rinsecchisce,
chi per orgoglio o tema l'uscio chiude
e in ancestral radici si rinchiude:
nell'ignoranza nuota e allor svanisce.
Del senno fu padrone il Partenone
e luce tanta fece la sua scienza
che fonte fu di ogni conoscenza
e il bello mai trovò suo paragone.
Da Roma fu raccolto e poi rivolto
a gente assai lontana quel tesoro
che pregio ha, maggior di tutto l'oro:
dai secoli giammai sarà disciolto.
Sempre con fronte altera e man severa
Per ogni dove a tutti divulgava
Quel che alle rudi genti ancor mancava:
Regola universal che ancora impera.
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