Estate

Sì, sì, fa caldo,
sì, sì, fa caldo,
arde l'aria tutta intorno,
abbagliante è il lungo giorno.
Splende in cielo un sol cocente:
dono è d'amor fervente
del Celeste Creatore
all'uman lavoratore.
E d'ogni altra creatura
che abbellisce la natura:
fa la terra rigogliosa
e di messi generosa.
Ogni seme ha dato tutto,
d'ogni pianta ecco il frutto,
di aromi una cascata,
tutta l'aria è profumata.
Il bracciante fa raccolta
d'ogni bene ognun per volta:
nei granai il pane antico,
nella cesta il secco fico.
E dell'acino carnoso
pien di nettare amoroso,
d'ogni grappolo maturo
vin farà sincero e puro.
Pesche, more e ciliegine,
mele, pere e fragoline,
carchi, i rami son del pruno:
uno è giallo e l'altro bruno.
Poi c'è il noce e l'avellano,
fior di zucca e il melograno,
pieno è il campo d'ogni grazia:
riempie il cuore e tutti sazia.
La formica è in affanno,
scorta fa per tutto l'anno
ed il passero si sbriga
a sgranare la sua spiga.
Ogni cosa si fa manna
e ricolma ogni capanna,
ché natura amorosa
dona lieta e generosa.
Nulla infine andrà perduto
ed a pien sarà goduto:
la natura più risplende
e moltiplicato rende.
Senti il forte odor del fieno
sotto il sol cocente e pieno,
ed al pascolo gli armenti
van con passi gravi e lenti.
Oltre quando il sole cala
canta forte la cicala
ed il grillo canterino
se ne va fino al mattino.
Ed a sera ognun riposa
e il vagare è dolce cosa
col pensiero al dì passato
dal lavoro compensato.
Di calore circondata
la famiglia è radunata
con il desco approntato
sotto il fresco pergolato.
È l'amico il benvenuto
e un bicchier sarà bevuto:
fa la gente solidale,
spensierata e leale.
Ed al suon delle campane
son le sagre paesane,
gente accorre dal dintorno
a goder del lieto giorno.
Al Patrono levan lodi
sì ché il bene in terra approdi,
faccia lieti i dì futuri
e la pace rassicuri.
Canti e danze son sull'aia
e la gente tutta è gaia,
della lieve e fresca brezza
ognun sente la carezza.
Sta il garzon sul fresco prato
a fissare il ciel stellato:
dietro il capo le sue mani,
nella mente il suo domani.
In finestra sta soletta
la pensosa giovinetta
con l'argento della luna
tra la bella chioma bruna.
Sotto un mite firmamento,
alitando un dolce vento
in sue spire avvolge quanto
ha natura sotto il manto.
Della vita è propulsore,
dona brio e dà vigore
al desio che richiama
ciò che l'alma forte brama.
È l'essenza che natura
sparge intorno e che perdura
l'armonia tra i suoi figli
e profuma rose e gigli.
È una forza che trascina
e che vince ogni china:
forte avvinghia i cuori ansanti
nell'abbraccio degli amanti.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
mario calzolaro21 luglio 2011
è un abbraccio alla Natura! Un caldo abbraccio ai molteplici aspetti di un Creato intensamente vissuto. Complimenti
