Ombre sul fiume
Carmine Branco
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Lento scorrevano
le grande acque nere
a riflettere il placido
cielo plumbeo
sovrastante, come marea.
Il silenzio regnava sovrano,
mentre la gelida mano di Eolo
carezzava gli alberi e l'alveo
in quella notte delle anime in pena.
Sopra i flutti e sotto i ponti,
come un esercito di lucciole,
le alme vagavano senza forma
se non di una crisalide
di argentea luce
in un cielo di pura pece.
Un suono immateriale,
come di grido non grido,
emettevano le loro voci;
impercettibile ad un mondo
disattento e ancor
non avezzo a quella
dimensione;
un mondo, quale il nostro,
insensibile all'eternita'
di amore, morte e dolore.
Nel silenzio di quella notte
divenni tutt'uno coll'Eterno
e sognai, anch'io, librarmi
su quelle acque,
e dipartire dal penoso inferno.
E mentre sognavo
abbandonarmi a quella libido
di spiritate luci, una umana
carezza di colore rosa,
a questa vita mi riprese
e labbra calde e un dolce abbraccio,
mi rammentarono l'attesa che di me
doveva avere per tanto ancora,
quel Mondo di Anime Sospese.
E le tue dolci labbra mi ridanno
vita e mi ricompensano delle
mortali offese e riprendo a vivere
del tuo amor senza pretese.
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L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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