Transfer

Dal chiarore dei vetri
un vecchio albero
fa sfoggio di rami
vetusti d'aurore,
grigie palpitanti braccia
raffinate memorie
decantati tormenti.
Si sente come musica
il silenzio,
dai tetti si pavoneggia
la luce
sulla malinconia del mare.
Ora lo guardo
indistruttibile
come mai prima.
Vorrei posare anch'io
la fronte alla quiete
per farmi albero secolare,
vene capillari della terra
le mie radici,
innumerevoli fronde
come mani
a soppesare il cuore
dei passeri.
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
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Franca Donà astrofelia20 ottobre 2011
Ritrovare se stessi ed un valore autentico, secolare, di amore e libertà nelle radici della vita. Splendido ...ben tornato .
Enrico Baiocchi21 ottobre 2011
Estendere l'immortalità dell'anima, immergersi e fondersi con la natura per fuggire la realtà di una esistenza che comincia a starci troppo stretta, in cui il desiderio di volare è sempre più impellente e liberatorio. Splendide come sempre le metafore dell'autotore.


