E mentre il levante gioca

Boccheggiano le nuvole
sopra i camini sui tetti
e un brivido di luce
attraversa impaziente
le arcuate bianche pieghe
dei panni vivi di folate.
Irrequietamente
scorre la parabola
lungo il muro
quando un timoroso sole
si accende d'improvviso
inebriando le tinte già smorte
col suo dilagare.
Volano turgide rotondità
di nembi a tratti graffiate
dalle unghiate dei rami
e la quiete
smossa dai lenti ventagli
delle palme
trasvola intorpidita
su un frullio d'ali solitario.
Strenuamente si dibattono
le foglie
martoriate sui vetri…
Un singhiozzo di corda tesa.
Il mio sguardo s'abbandona
sul ferro dì una nera ringhiera,
e mentre gioca il levante
tra le zampe flessuose di un gatto
adagiato in un molle stagno di noia,
mi frusta questo suono il cuore
come quando sferzato
si ingrossa il mare……
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Clara Gismondi2 novembre 2011
Stupenda descrizione d'una natura sbuffante... che ride... Bellissima poesia!
Silvia De Angelis3 novembre 2011
Soffondere la malinconia dell'anima e i pensieri su sensazioni vibranti della natura, che sembra accentuarne i toni coi suoi movimenti imprevedibili e talvolta, carezzanti... Poesia piaciutissima


