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Introspezione 30 novembre 2011 · lettura 1 min · 2538 letture

Il fardello

Pino Tota 1089 poesie pubblicate
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Ora so, forse vivo l'istante nell'assolo al cielo più amato lungo la quiete di queste mura il sogno annega l'intelletto ignaro del vento -ovunque- ora vorrei osservare l'abisso l'urna ricomposta degli eventi nel mio viaggio sordo alle pietre e al giogo dei moventi curvo sul ciglio del mio segno mi urge un atto divenire una certezza inflessibile clessidra del mio tempo ora che la notte discende alla città vorrei un'altra vita il vuoto dello specchio sarà il prezzo lascio allo stanco anacoreta il suo fardello….
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L'autore
Pino Tota

Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)

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Commenti (1)

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carla vercelli30 novembre 2011

In questa poesia si sente il sottofondo di una preparazione filosofica che affascina il lettore. Ci sono molti passaggi interessanti e bellissimi: "il sogno annega l'intelletto"..."mi urge un atto / divenire una certezza"..."il vuoto dello specchio sarà il prezzo"... E' la conclusione del viaggio, del peregrinare dello "stanco anacoreta" con il suo fardello mortale. Apprezzatissima.