Delirio berlinese

Mi sono spezzato una lancia
nel costato
ma m'è costato tanto
fermarmi per piangere
sotto quel nebbioso fanale
a Berlino
dopo aver perduto la ragazza
dai capelli bagnati
per disperazione e per sgomento
lei mi lasciò senza pietà
ultima a sapere nelle impervie
regioni della mente
che quando il gallo canta
cancella notti lunghe e desideri
perderla è stato così
come perdere il gusto del caffè al mattino
e il fruscio delle calze di seta
avvolte al collo nell'ultimo orgasmo...
addio al sesso di quel primo inverno
tra le piume nere e le incertezze
di un sogno capovolto
con il fardello di un amore morto
al di là di un sortilegio di un mese disparo
tra camions in fila indiana nella nebbia
e il ghigno satanico di diecimila
Lili Marlen...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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