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Ribellione 20 dicembre 2011 · lettura 1 min · 3216 letture

Una corsa a ostacoli

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Sei giovane, forte hai talento... una laurea, sei meridionale e... ancora disoccupato. Sei al centro di ogni discussione, tra media, ministri, deputati ma alla fine...è sempre un’eterna contraddizione. Speri in qualcosa che ti spetta, lo dice chiaro la Costituzione ma la tua è... una corsa a ostacoli, su di te esercitano speculazione. Giovane... dall’avvenire incerto, non puoi sposarti... avere un figlio... formare una famiglia... Nessuno si cura del tuo dire, chiedi soltanto di lavorare, e non sai... se partire o restare. Consumi troppo in fretta la tua vita per un lavoro che non puoi avere, ma ti prego... non ti arrendere, avrai sempre la forza di lottare...
#Lavoro#Famiglia#Giovane#Vita
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Quanti giovani laureati e disoccupati!...quanti giovani hanno una vita incerta e per loro è sempre una corsa a ostacoli... Specialmente al Sud Italia è così

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (16)

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rosanna gazzaniga20 dicembre 2011

Una difficoltà che si trova anche al nord. Non è facile trovare occupazione specialmente dove l'offerta supera la domanda. Ed è comprensibile la frustrazione di chi ha faticosamente lavorato per certi traguardi. Ma in certi paesi è anche peggio. Pensiamo solo a quanti laureati fra gli emigrati dell'est e africani che per forza di cose, si adattano a lavori più umili. Una lirica che fa riflettere! Versi molto scorrevoli e ben impostati!

Cinzia Gargiulo21 dicembre 2011

Purtroppo oggi non è facile per nessuno trovare un lavoro adeguato, una volta lo era solo per i giovani del Sud, oggi lo è anche per quelli del Nord. Credo che la crisi ci debba far riflettere e debba portare i giovani a capire che il lavoro nobilita sempre l'uomo e anche se laureati, finché non verranno tempi migliori, dovranno imparare ad adattarsi a qualsiasi tipo di lavoro... attualmente ci sono quarantenni laureati che vengono licenziati... i tempi sono duri per tutti. Poesia lineare e chiara nel messaggio che veicola, molto apprezzata per la profondità del contenuto.

Arcangelo Galante21 dicembre 2011

Come non condividere questa tua lirica così ribelle ma quanto mai veritiera. Un amaro ritratto di una società ormai consumata dove non c'è più spazio per niente e per nessuno e dove i diritti cosiddetti "acquisiti" o "certi" ormai non lo sono più. La chiusa è da condividere in pieno perché invita tutti a non arrendersi e a lottare per un qualcosa che dovrebbe essere garantito di base persino dalla nostra carta costituzionale. Molto apprezzata e piaciuta.

C

il problema trattato dall'autrice è purtroppo reale e drammatico, ancor di più sentito al sud, rimane solo l'emigrazione x i giovani, complimenti notevole

L
Laura Di Vincenzo23 dicembre 2011

Proprio vero questi ragazzi sono costretti ad abbandonare i loro sogni, il loro futuro incerto non è altro che una corsa ad ostacoli; molto apprezzata e condivisa.

Emanuele Martina24 dicembre 2011

lottare, lottare, lottare, anche se a volte si è stanchi, si perdono le speranze e tutto sembra inutile, com'è difficile crearsi una vita nel meridione, dove ad andare avanti non è la bravura o la capacità, ma solo chi "conosce", chi ha amici... ecc... ecc... quanti ne ho visti lavorare in banca non sapendo "nè leggere né scrivere", ed io che continuavo a fare concorsi, domande, a studiare per poi non potermi laureare perché non riuscivo, a quattro esami dalla laurea, a permettermi l'iscrizione... e per andare avanti, dopo sposato, entrare nella dura vita dei cantieri... ma va bene cosi... bellissima lirica, profonda e sensibile come sempre, complimentissimi

Duilio Martino26 dicembre 2011

Sono 150 anni che il sud "soffre" scelte fatte a suo tempo con l'Unità d'Italia e che hanno determinato l'annosa questione meridionale. Non ci sarà pace se non si farà uno sforzo serio per riequilibrare il sistema economico del Paese. Al sud servono i mezzi per Competere Lealmente... non gli aiutini a fondo perduto che hanno determinato l'arricchimentio di pochi fubetti ed il progressivo fallimento del Meridione. Pagano i ragazzi che, nonostante il livello altissimo (parlo di studi) hanno pochissime possibilità di inserimento nel mondo del Lavoro!. Bisognerebbe ricordare che per scelta a suo tempo si costruì un Nord Industriale ed sud agricolo. (Macchinari industriali furono trasferiti dal Regno delle 2 Sicilie al Nord. ORA TUTTO SCORDATO!

Azar Rudif27 dicembre 2011

Lottare sì, ma come? I metodi utilizzati finora non sono serviti, quindi occorre cambiare metodi di lotta e usarne di più incisivi. Incisivi, del tipo di quelli usati con la cancellazione dello stato borbonico che, ai suoi tempi, era superiore a tutti gli altri staterelli italiani.

Grazia Denaro29 marzo 2012

Purtroppo questa è la difficoltà della vita dei nostri giovani ed oggi è diventata una piaga sociale. Siamo tornati indietro ed i giovani hanno perso tutte le speranze su cui si basa la vita, trovare lavoro per potersi fare una vita come i loro avi. Purtroppo questo stato di cose porta molte frustrazioni e crea malessere per non potr avere una vita serena che preclude i diritti vitali.

Pierangela Fleri29 marzo 2012

Brividi percorrono la schiena del lettore... versi di dolorosa attualità, di un futuro incerto ovunque e più che mai al Sud, le domande da porsi son davvero tante...

r
rstorace29 marzo 2012

Tema doloroso, che da troppo tempo costringe i giovani ad una scelta avanti alla quale non si dovrebbero mai trovare, rimandare il progetto di un futuro o lasciare tutto ciò che si ama, famiglia, amici, terra, profumi, sapore, a volte il mare e emigrare... solo chi c'è passato può capire... è terribile... complimenti per la sensibilità, spero in un paese dove ci sia più rispetto per i cittadini e per l'amata Costituzione.

Carmine Ianniello29 marzo 2012

L'Italia non è così - siamo noi Italiani così - cioè non Italiani. Abbiamo un arma che non spara mai... IL VOTO.

Stella Corrado30 marzo 2012

E mentre noi soffriamo per questa situazione, il mondo ride di noi sul " Dolce far niente" italiano. Dovremmo forse urlare di più dinnanzi a questo problema molto italiano e tirar fuori la nostra amarezza e come dice la poesia combattere senza arrendersi. Il problema del lavoro non riguarda purtroppo solo i giovani. Versi molto attuali e sentiti cara poetessa.

Giacomo Scimonelli31 marzo 2012

gradevolissima... commenti strameritati e condivisi... ottima poesia

Donatella Pezzino2 aprile 2012

Una poesia di grande attualità, un tema delicato e cruciale che rappresenta un doloroso punto di domanda sul futuro dell'intero nostro paese. Bellissimi e diretti questi versi, li vedo sgorgare da un cuore di mamma preoccupata per l'avvenire dei suoi figli in una società dove diventa ogni giorno più difficile trovare un posto.

D
Darkside15 aprile 2012

Credo che la poesia dovrebbe distinguersi da frasi da articoli di giornali.