Il dove
Sì, è questo il dove
- che strane fossette ha il tempo -
vedo gli slanci persi
l'uguale cielo indolente
- sostavamo in selciati d'esattezze
a distendere chiodi d'attenzione
con canti di gole
in echi d'insolenza -
Mi fermo e scruto
le sottrazioni costruite intorno...
ecco, svanisco anch'io...
mi dispiego all'oggi...
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL6 febbraio 2012
mi perdonerà l'Autrice se mi cimento in una interpretazione di questa (bella, bella) poesia... l'impressione, l'immagine che mi alberga nella mente leggendola e di un fosso (fossette) una bella tasca dove esiste un luogo, fatto di immagini e di ricordi, un luogo dove si annusano e si gustano ancora i sapori passati... in chiusa l'attore si allinea al presente (sottrazioni) svanendo, quasi asserendo che l'immagine di se stesso c'è fin tanto che esiste un ricordo, fin tanto che la si osserva nel passato... nel momento in cui si è proiettati nel futuro (il presente non esiste) non si può avere una chiara sensazione della propria immagine... così la leggo, e se c'ho preso beh... Geniale e dire poco
