Tempo di vetro

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ermeLia, cosi ti debbo chiamare! però sempre mi colpisce il modo in cui 'trapani' l'anima con i tuoi 'stilosissimi' versi... in questa ci leggo quelle giornate, che credo capitino a tutti, in cui il nero e cosi nero, che non c'è luce che possa infrangerlo... quella sensazione d'apatia cosi onnipresente da rendere le ore un unico monolitico ammasso di granito farcito di piombo... curiosa inoltre l'immagine di Pilù, (non colgo se metaforizzato gatto o reale, ma mi piace pensarlo reale) che funge quasi da rompi ghiaccio a questa sensazione d'indolenza... (mia interpretazione discutibile) ottima ed affascinate come tutti i tuoi scritti
La relatività del tempo nelle nostre vite depresse, pareti e muri bianchi come strumento di meditazione, avvolgersi in quelle trasparenze, lasciarsi prendere dall’edera radicando i silenzi. La noia esistenziale ininterrotta ha la sua pausa, l’attimo in cui le fusa, il ronfare felino risvegliano la tenerezza. Il tempo ha ragione d’esistenza, ragiona dal suo angolino e nella sua trasparenza riprende il cammino... come mai abbastanza luce, come mai abbastanza buio…questo mi comunica, questo è il mio sentire…quando hai deciso di pubblicarla sapevi benissimo che lei appartiene a chi legge e non a chi scrive

