Decadenza

Venni lungo l'erta
che il piacere arrampica
ripercorrendo la tua pelle
come sopra il dorso rilucente
dell'onda che scrosciando
ingoia ribollenti i sassi.
Limpido nell'acqua di sorgente
volevo disciogliere le membra
quasi un altro ridestarmi
spezzare l'acredine
di un'accidia senza fine
mentre bruciava denso il desiderio
tra aggredienti vibrazioni
come a mordere l'anima.
Soffocato d'ansia
della mia età udii il primo crepitio
del cui declinare ero disattento...
mi concessi una smarrita tregua
nell'obbedienza
di stimoli insopprimibili
non registrando ripensamenti
sulla ruota del tempo
incapace quasi a riconoscerli
folgorato dal senso della loro inutilità
e così di me stesso...
©
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
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