Punto e a capo

La mia vacillante anima
spinge il corpo
all'instancabile sfrenarsi
tra emozioni e incanti
umori e sapori
nei prodigali dispendi di energie
di una vita giocata
al tavolo dell'onnipotenza
nell'ancora lontano tempo
dei chiusi recinti
mi volto a riguardare
le tracce e le impronte
del mio passaggio
geroglifici di errori
marcati nelle spirali
della mia evoluzione
(o involuzione?)
alla vigilia forse
del lungo tramonto
pencolando si incurva
incupita la coscienza
oltre quale passo non so
notte o giorno
altra possibile vita
ancora attendo risposte al mio quesito
se si torna sempre e comunque al
“punto e a capo”...
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L'autore
Pino Tota
Non sono nato in un mondo morto. I miei occhi non si sono mai stancati di guardare la bellezza del mondo visibile, né c’è stata una fine alla suprema meraviglia...(TAGORE)
Commenti (1)
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M
Mariasilvia29 aprile 2012
Una poesia che "scotta". Versi di profonda introspezione. L'anima vacilla, gli sbagli aumentano tra squarci di nubi e di sereno. La coscienza si incupisce e fa domande... Elaborata, ben stilata, molto curata .Versi che mi hanno appassionato. Complimenti!
