Volumi dimenticati- o quasi

Nel segreto dell'ora del tuono
paleso - lo voglio - il giorno del pane
scrosciano profili di battesimi
di impalpabili volumi dimenticati
dal mezzo sonno del - non lo so fare - o quasi
mi cadenza un canto antico
e sono proprio io che soffio profana
su quel rapprendersi - sacro - tra le dita
e la nuvola - l'ultima - si è zittita
si stringe nelle spalle e s'allontana
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Commenti (2)
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EnzoL25 luglio 2012
hai saputo infondere tutta la sacralità del momento (che pare una cosa semplice e di tutti i giorni) ma ha in sè la vita stessa fare il pane nelle sue gestualità è un evento che si ripete dall'inizio dei tempi. bellissima veramente
Angela Fragiacomo31 luglio 2012
Un'ode al rito del fare il pane, meritata! Un rito legato al sacro, gestualità che sa di buono e profumi d'infanzia... in versi deliziosi e saporiti proprio come la materia del dire... Apprezzatissima

