Fisso le tue pupille

Fisso le tue pupille azzurro- chiare:
di maggio un cielo terso mattutino,
di lago alpestre acque fresche e pure,
immensità di un mar che non conosco.
Essere un aquilone, io vorrei
e volteggiare in quel cielo turchino,
avvolto dalla brezza dei pensieri
fluente dal tuo sguardo incantatore.
Libellula foss'io e dolcemente
posarmi su quell'acque e far dei cerchi:
come carezza che fremito infonda,
soavemente stuzzicarti il cuore.
Tuffarmi entro quel mar profondo e vasto:
da tanto immenso essere inebriato
e se svanir dovessi tra le onde...
dolce, sarebbe a me donar la vita.
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